Austria, il leader dell’ultradestra Strache indagato per corruzione: dopo i russi, ombre col gioco d’azzardo

Il leader dell’ultradestra era già stato costretto alle dimissioni in maggio, perché ripreso mentre prometteva appalti in cambio di un supporto russo alla sua campagna elettorale

L’ex vicecancelliere austriaco Heinz-Christian Strache leader del Partito della Libertà austriaco (FPÖ), che a maggio aveva causato la caduta del governo di coalizione tra destra e estrema destra, è al centro di un’inchiesta per corruzione.

Il leader dell’ultradestra austriaca era già stato costretto alle dimissioni in maggio, perché era stato ripreso in un video girato di nascosto nel 2017, mentre prometteva appalti in cambio di un supporto russo alla sua campagna elettorale.

Questa nuova indagine aumenta la fragilità del fronte di estrema destra alla vigilia delle elezioni politiche anticipate al 29 settembre. Lunedì 12 agosto la polizia ha perquisito i domicili di Strache e del collega Johann Gudenus, per richiesta del tribunale nazionale anticorruzione, che sta indagando sui legami dei due con il gigante austriaco del gioco d’azzardo, Novomatic.

Sul mandato di perquisizione, rivelato mercoledì 16 agosto dalla radio Ö1, si legge l’accusa di aver agito affinché Peter Sidlo, membro dell’FPÖ, venisse nominato direttore finanziario di Casinò Austria, il gruppo che gestisce i 12 casino austriaci e di cui Novomatic è azionista.

Sidlo è stato nominato nel 2018 come membro della Banca Centrale dell’Austria dietro richiesta dell’FPÖ, e avrebbe ottenuto il posto di direttore finanziario di Casinò Austria pur non disponendo delle competenze necessarie.

Secondo i procuratori, in cambio di questo favore, ottenuto qualche settimana prima della caduta del governo, Strache e Gudenus avrebbero promesso a Novomatic «il rilascio di una licenza di casinò a Vienna e di una licenza nazionale di giochi online» ma anche di reintrodurre la possibilità di installare slot machines nella capitale austriaca.

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