Amazzonia, Bolsonaro accusa le ong: «Appiccano gli incendi». Ma non ha alcuna prova

La società civile ribatte: solo un assurdo tentativo di distogliere l’attenzione dal problema della scarsa supervisione e del tacito incoraggiamento all’eliminazione illegale delle foreste da parte del governo

Se in Italia le ong passano per “taxi del mare”, in Brasile si sentono affibbiare addirittura l’etichetta di “piromani”. Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, ha accusato le ong – questa volta ambientaliste, non già che si occupano di salvataggio in mare – di dare fuoco alla foresta pluviale amazzonica. Senza, naturalmente, l’ombra di una prova, sottolinea il Guardian.

Secondo il presidente brasiliano, i gruppi ambientalisti sono i responsabili degli incendi scoppiati in questi mesi in diversi stati amazzonici e che lunedì, per esempio, hanno addirittura oscurato il cielo di San Paulo. Peccato che arrivi proprio dalla società civile la ricostruzione per cui, in sostanza, sia la politica di Bolsonaro a favorire azioni illecite che portano agli incendi. Gli agricoltori, infatti, si sentirebbero incoraggiati a liberare la terra per i campi coltivati ​​e gli allevamenti di bestiame, giacché il governo brasiliano è pronto ad aprire all’attività economica la regione.

Gli incendi

Il Brasile, ricostruisce il Guardian citando l’Istituto nazionale per la ricerca spaziale del paese, ha avuto fino a ora più di 72mila focolai di incendi: un aumento dell’84% rispetto allo stesso periodo del 2018. Più della metà in Amazzonia, con un picco a luglio e una situazione drammatica ad agosto. Gli incendi non si limitano al Brasile ma si stanno registrando anche – e drammatici – nella vicina Bolivia.

Il Presidente del Brasile Jair Bolsonaro partecipa alla ‘Marcia di Gesù’ promossa dai movimeti evangelici a Brasilia, in Brasile, il 10 agosto 2019. EPA/Marcello Casal/Agencia Brasil

Da quando Bolsonaro ha preso il potere, l’agenzia per l’ambiente ha emesso un minor numero di sanzioni, spiega il quotidiano britannico. I ministri si sono detti più solidali con taglialegna e agricoltori rispetto ai gruppi indigeni. Il mese scorso, il capo dell’agenzia spaziale brasiliana è stato licenziato dopo che il presidente ha contestato i dati ufficiali sulla deforestazione forniti dai satelliti.

Bolsonaro vs Ong

Ora Bolsonaro suggerisce che gli incendi siano opera delle ong ambientaliste. L’obiettivo? Quello di mettere in imbarazzo il suo governo. «Sulla questione degli incendi in Amazzonia, che secondo me potrebbe essere stata avviata dalle ong perché stanno perdendo soldi e fondi… qual è il fine ultimo? Quello di portare problemi in Brasile», spiega il presidente Bolsonaro in pubblico. Per poi ammettere, in altre dichiarazioni, che prove a sostegno della sua tesi non ce ne siano, e che si tratti solo di un suo «sentimento».

Le organizzazioni non governative ribattono: quello di Bolsonaro altro non è che un assurdo tentativo di distogliere l’attenzione dal problema della scarsa supervisione e del tacito incoraggiamento all’eliminazione illegale delle foreste. «Coloro che distruggono l’Amazzonia sono incoraggiati dalle azioni e dalle politiche del governo Bolsonaro. Da quando è entrato in carica, l’attuale governo ha sistematicamente smantellato la politica ambientale del Brasile», spiega Danicley Aguiar di Greenpeace Brasile.

In copertina una veduta aerea di unarea andata a fuoco nel Mato Grosso, Brazil, 20 agosto 2019 (e pubblicata il 22 agosto 2019). EPA/Rogerio Florentino

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