L’Aquila, il sindaco FdI frena su Zerocalcare per un festival. La replica: «Io sto bene, e anche i miei account social»

Secondo il primo cittadino, gli ospiti del festival per il decennale del terremoto devono essere bilanciati politicamente

Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha preteso una sorta di par condicio per gli ospiti del Festival degli incontri, evento in programma nella città abruzzese previsto nelle prossime settimane. Il primo cittadino, eletto con Fratelli d’Italia, non si è limitato a chiedere alla direttrice artistica del festival, Silvia Barbagallo, un bilanciamento di chi avrebbe potuto intervenire, ma ha anche preteso che personaggi come Roberto Saviano e Zerocalcare non salissero sul palco.

Quando insomma manca poco all’inizio della rassegna, il sindaco Biondi: «si fa vivo – ha detto a la Repubblica Barbagallo – manifestando l’intenzione di voler condizionare il supporto operativo del Comune proponendo l’esclusione di alcuni ospiti a lui sgraditi – tra i quali lo scrittore e il fumettista – chiedendo un bilanciamento politico del programma, con nomi a lui graditi, esercitando così di fatto una censura politica sugli indirizzi culturali».

A gestire l’evento è l’Istituzione sinfonica abruzzese, per decisione del Mibac che per il festival ha stanziato 700mila euro, l’intero finanziamento pubblico. È però un appuntamento che cade nel decennale del terremoto dell’Aquila, quindi i fondi passano per le mani del Comune, come rivendica il sindaco: «Il minimo sindacale è che questa signora, che non ho ancora avuto modo di conoscere – dice Biondi riferendosi a Barbagallo – si sieda con me e ragioni sugli eventi: voglio un calendario plurale e inclusivo».

Sui due nomi il sindaco tira dritto, per quanto sorvoli sui riferimenti ai singoli personaggi: «Non abbiamo la sveglia al collo – ha detto – e all’Aquila abbiamo visto troppi profittatori della nostra tragedia».

La replica di Zerocalcare

Il fumettista romano ha preso parola, non tanto per opporsi alla decisione del sindaco, ma per dire la sua sul polverone sollevato dalla vicenda. «Vi ringrazio per la solidarietà e tutte le belle parole importanti sulla censura», ha scritto in un post su Facebook, «ma i piagnoni vittimisti lasciamoli fa ai nazisti che ormai sono specializzati».

«Io sto bene, magno vitamine, non c’ho il daspo dall’Abruzzo e i miei account Facebook e Instagram stanno benissimo», ha aggiunto, riferendosi al blocco attuato da Facebook sui profili di Casapound e Forza Nuova. «Se volete dare sostegno a qualcuno datelo al festival e alla direttrice Barbagallo che si sta accollando tutto senza accettare pezze imbarazzanti».

«Ciao Rebibbia è bellissima», ha concluso, riferendosi al quartiere di Roma dove vive da sempre e che è diventata l’ambientazione privilegiata dei suoi racconti.

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Foto credits: Profilo Facebook di Anna Lami PHOTOpainting