Brexit: panico per l’industria automobilistica europea

Un no-deal metterebbe a rischio miliardi di euro e milioni di posti di lavoro, scrivono 23 associazioni del settore

Una Brexit senza accordo avrebbe un impatto catastrofico sull’industria automobilistica europea. In un’inconsueta dichiarazione comune, i leader di 23 associazioni europee di imprenditori del settore confermano le idiosincrasie di cui tanto si è parlato in questi mesi, da quando l’ipotesi di un no-deal si fa sempre più concreta e il 31 ottobre sempre più vicino.

Nel Regno Unito hanno sede le fabbriche di giganti automobilistici come BMW, Peugeot e Nissan. Il settore impiega 13,8 milioni di persone nell’Unione europea inclusa la Gran Bretagna, il 6,1% della forza lavoro e a rischio ci sono miliardi di euro e milioni di posti di lavoro.

«L’uscita del Regno Unito dall’UE senza un accordo innescherebbe un cambiamento sismico nelle condizioni commerciali, con miliardi di euro di costi che minacciano di influenzare la scelta dei consumatori e l’accessibilità economica su entrambi i lati della Manica», si legge nella dichiarazione congiunta.

«Le industrie automobilistiche dell’UE e del Regno Unito necessitano di un commercio senza attriti e sarebbero gravemente danneggiate da ulteriori doveri e oneri amministrativi su parti e veicoli automobilistici», ha affermato Bernhard Mattes, capo della lobby automobilistica tedesca VDA, in riferimento a possibili dazi doganali o tensioni commerciali tra UE e Regno Unito. Secondo il documento, ogni interruzione della produzione costa 50.000 sterline al minuto al Regno Unito.

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