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Thomas Cook in bancarotta: manager sotto inchiesta e 14mila turisti rimpatriati in 24 ore

24 Settembre 2019 - 10:36 Redazione
epa07864682 Passengers wait to be helped at Palma airport after Thomas Cook airline canceling their flights, in Palma, Balearic Islands, Spain, 23 September 2019. More than 600 thousand vacation reservations were canceled on 23 September, after Thomas Cook ceased to operate. According to media reports, the company's collapse will see Britain's largest peace time repatriation take place to get stranded customers home.  EPA/CATI CLADERA
Mentre i rimpatri di 600mila turisti continuano, l'ufficiale giudiziario sta verificando le responsabilità dei dirigenti
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Management sotto tiro per la bancarotta di Thomas Cook. Lo storico tour operator britannico è stato messo in liquidazione a partire dal 23 settembre per insolvenza e il blocco repentino delle attività ha provocato caos e disagi a centinaia di migliaia di clienti rimasti bloccati nei resort dei rispettivi pacchetti-vacanza.

Stando ai dati forniti dall’Ente britannico per l’aviazione civile, sono 14.700 i turisti rimpatriati nel Regno Unito. Ulteriori 74 aerei charter saranno messi a disposizione oggi 24 settembre per riportare in patria altri 16.500 britannici. In totale sono 600.000 i clienti interessati dalla vicenda.

Un ponte aereo di charter – senza precedenti per dimensione in tempi di pace – è stato messo a disposizione dei circa 155.000 britannici coinvolti. Per le persone non residenti nel Regno Unito restano operativi almeno i servizi di alcune delle sussidiarie estere della casa madre – come quella tedesca, quella del Nord Europa e quelle cinese e indiana.

Le indagini

Mentre continua il rimpatrio dei turisti, Londra ha annunciato un’inchiesta in piena regola sui vertici aziendali. Il primo ministro Boris Johnson ne aveva già messo in discussione i bonus milionari incassati negli anni.

L’inchiesta è stata affidata all’official receiver, l’ufficiale giudiziario incaricato dell’iter fallimentare, per verificare se l’operato dei responsabili abbia «causato nocumento ai creditori o ai fondi pensione» dei 22.000 dipendenti ora a rischio. La stampa intanto denuncia i circa 50 milioni ricevuti fra salari e bonus dagli executive di Thomas Cook negli ultimi 10 anni, in barba alla crisi e ai debiti crescenti della società.

Il ministro dei Trasporti di Londra, Grant Shapps, ha da parte sua assicurato che il rimpatrio dei turisti costretti a tornare a casa o intenzionati a farlo in anticipo prosegue ormai « regolarmente», anche se non manca qualche residua lamentela.

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