Pd e M5s alleati alle elezioni politiche?A Delrio scappa un’apertura: «Senza fretta, prima del matrimonio meglio la convivenza»

Per il capogruppo Pd alla Camera «prima del matrimonio c’è la convivenza»

«Noi abbiamo un problema di assestamento dopo una scissione sbagliata e grave: è andato di là un ex segretario del Partito Democratico che ha guidato il Pd quattro anni ed è stato presidente del Consiglio per tre, e quindi credo che chi sottovaluta il problema sbagli». Nell’intervista al Corriere della Sera pubblicata il 29 settembre il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio ha spiegato il calo del partito nei sondaggi, aggiungendo che «in generale chi assume la responsabilità di governo non viene subito premiato».

Delrio spiega come nel Pd negli ultimi mesi le due questioni più divisive siano state la discontinuità con la linea di Matteo Renzi e la possibile alleanza con il Movimento 5 Stelle. «Sono due problemi, sia Renzi che il no all’alleanza con i 5 Stelle, che non esistono più», commenta il capogruppo, specificando che ora il Partito può concentrarsi su giovani, famiglia, economia, lavoro. «Le parole chiave di una grande partito di centrosinistra oggi».

Non manca la stoccata a Renzi: Delrio afferma di essere d’accordo con il segretario del Pd Nicola Zingaretti: «sono contento che dica che le correnti non fanno bene soprattutto se non si preoccupano di produrre idee e contributi ma di promuovere assetti di potere».

Pd-M5s verso le nozze

Su una possibile alleanza con il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche il capogruppo esprime un atteggiamento di apertura, «ma senza fretta» perché «prima di un matrimonio c’è la convivenza». «È molto importante perché la cosa diventi stabile e solida che ognuno di noi non rinunci a quello che è», afferma Delrio, «Il Pd deve continuare a essere il partito che difende la giustizia e l’uguaglianza nella democrazia liberale».

Lo Ius culturae

Sullo ius culturae, la misura proposta dalla ministra della Famiglia Elena Bonetti (Italia Viva) secondo la quale «Un bambino, figlio di stranieri, che concluda un ciclo di studi nel nostro paese deve avere la cittadinanza italiana con lo ius culturae».

Il progetto, per Delrio «è aperto ai contributi di tutti coloro che non fanno propaganda sulla pelle di questi ragazzi ma riconoscono che la democrazia ha tutto da guadagnare nel dare più diritti. Come è avvenuto per il diritto di voto ai poveri nel Novecento e per le donne, che hanno rafforzato la democrazia e la società».

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