Epidemia di terrorismo neonazista in Germania: in migliaia pronti a usare la violenza per la pulizia etnica

In Germania ci sono 24.000 estremisti di destra di cui 12.700 pronti a usare la violenza. Molti di loro hanno esultato su gruppi Facebook e Whatsapp per l’assassinio di Halle

«Quanti omicidi politici deve commettere l’estrema destra prima che il governo tedesco decida di agire in qualche modo?» si chiedeva Peter Kuras su Foreign Policy il 2 luglio. Ad agosto la polizia tedesca, in seguito all’assassinio del politico tedesco Walter Lübcke, aveva annunciato una riorganizzazione per far fronte a questa minaccia. Ma il 10 ottobre, tra le accuse di mancata sorveglianza, la Germania è stata colpita dall’ennesimo crimine brutale di impronta neonazista.

In Germania ci sono 24.000 estremisti di destra di cui 12.700 pronti a usare la violenza, ha reso noto a settembre l’intelligence del Paese. Molti di loro hanno esultato su gruppi Facebook e Whatsapp per l’assassinio di Halle, altri li ritroviamo invece tra le fila degli elettori dell’Afd, che nella città ha ottenuto il 24% alle ultime elezioni regionali del 2016.

Il 30 settembre è iniziato il processo ai membri di “Revolution Chemnitz”, accusati di aver creato un’organizzazione terroristica di destra. Gli otto, di età compresa tra i 21 e i 32 anni, avrebbero progettato attacchi armati contro immigrati, oppositori politici, giornalisti e membri dell’establishment economico.

Foto: Epa Daniel H. a Chemnitz il 28 agosto 2018

Due giorni prima, sono stati diffusi dati del ministero dell’Interno che mostravano un’impennata nel numero di armi sequestrate dalla polizia a esponenti di estrema destra. Nel 2018 la polizia era entrata in possesso di 1.091 ordigni tra pistole, coltelli ed esplosivi mentre nel 2017 il totale era di 676.

Non tutte le armi vengono però scoperte e sequestrate: nella prima metà del 2019 sono stati registrati dal ministero dell’Interno 8.605 crimini commessi da esponenti di estrema destra: 900 in più rispetto al semestre precedente. Tra questi, quelli violenti sono passati da 1.054 a 1.088: un aumento del 3,2%.

Queste cifre avevano portato gli esperti a denunciare un’azione massiccia di armamento da parte della destra radicale tedesca. «Il loro obiettivo è quello di intimidire la società e il dislocamento di alcuni gruppi marginali. Alcuni membri di questo mondo vogliono addirittura una guerra civile» ha affermato Matthias Quent, un esperto dell’estremismo di destra dell’istituto per la Democrazia e la Società civile.

Come nel caso di Lübcke, ci è voluto poco a identificare la matrice di estrema destra degli omicidi di Halle. Questa reazione immediatamente unanime potrebbe essere giudicata come un’ espressione di una chiara coscienza comune. Per Kuras invece, l’evidenza del collegamento rappresenta un’«ammissione di negligenza pubblica». Se è vero che, come ha affermato il ministro degli Esteri Heiko Mass «la Germania ha un problema di terrorismo», è anche vero che la Germania ha soprattutto un problema di neonazismo.

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