Nobel per la pace, non solo Greta: politici, ong e attivisti. Chi sono gli altri candidati

Da Snowden a Merkel passando per Papa Francesco: chi vincerà il Nobel per la Pace?

Nominata da tre deputati, l’attivista svedese ambientale Greta Thunberg sembra essere la favorita per vincere il Premio Nobel per la Pace venerdì 11 ottobre, dopo che nel giro di un anno i suoi scioperi per il clima sono diventati un fenomeno internazionale.

Ma non è l’unica a concorrere per il prestigioso titolo, assegnato l’anno scorso al congolese Denis Mukwege e all’irachena Nadia Murad per «i loro sforzi per porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra e nei conflitti armati». Nonostante le liste non siano pubbliche, i nominati possono rendere pubblica la propria candidatura. Quest’anno sono stati presentati 304 nomi, eccone alcuni.

Il premier etiope

Un altro dei nomi più quotati è quello del premier etiope, Abiy Ahmed. Il primo ministro meriterebbe per molti il riconoscimento del comitato svedese per aver promosso lo storico accordo di pace con l’Eritrea.

Oltre ad aver agito per mettere fine a questo conflitto durato 20 anni e che ha avuto un costo umano e finanziario elevatissimo, il quarantatreenne ha anche recentemente promosso un patto di condivisione energetica con il vicino Sudan, dopo la profonda crisi politica di quest’anno.

Nei primi mesi del suo mandato, Ahmed ha liberato i prigionieri politici e i giornalisti incarcerati, denunciando le torture che avevano subito. Le sue riforme a favore della parità di genere e contro il cambiamento climatico sono state molto apprezzate dalla comunità internazionale.

Le organizzazioni internazionali

Tra i 304 candidati, 219 sono individui, mentre le altre sono organizzazioni. Tra queste, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), l’Unione per le libertà civili in America (Aclu), la Coalizione internazionale per l’accesso alla terra e l’Ong del Comitato internazionale di soccorso sono quotati dai bookmaker.

Ma anche il Consiglio artico, comitato internazionale che si occupa dei problemi dei governi artici e della popolazione indigena dell’Artico. Sempre in tema ambientale, nella rosa troviamo anche Raoni Metuktire, protagonista della lotta contro la deforestazione in Amazzonia e figura di riferimento del popolo indigeno dei Kayapo.

Gli attivisti russi

Tra chi ha rivelato la sua nomina al Nobel anche varie figure che si sono contraddistinte per la lotta per la democrazia in Russia. Tra questi, Svetlana Ga’nushkina dell’organizzazione Memorial, matematica e attivista per i diritti umani e Lilia Shibanova, attivista e presidente di un comitato indipendente di sorveglianza elettorale.

Ma anche No’vaya Gazeta, giornale indipendente dove sono state pubblicate alcune delle inchieste più importanti sul presidente Vladimir Putin e l’avvocata cecena Lidia Yusu’pova che la BBC aveva chiamato «la donna più coraggiosa d’Europa».

Da Snowden a Papa Francesco

Altri nomi che sono emersi sono quello di Edward Snowden, ex analista della Cia e di Julian Assange, fondatore di WikiLeaks. Sono state nominata la libanese Hajer Sharief che promuove i diritti umani in Libia e l’attivista saudita incarcerata Loujain al-Hathloul. Ma anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, la prima ministra neozelandese Jacinda Ardern e l’ex presidente brasiliano ora in carcere Luiz Inacio Lula da Silva e Papa Francesco.

Rouba Mhaissen, è un altro probabile candidato. L’economista siriano-libanese, ha vinto quest’anno il premio Diritti umani della fondazione norvegese Rafto. Prima di lui, l’onorificenza era stata assegnata a Aung San Suu Kyi, Josè Ramos-Horta, Kim Dae-jung e Shirin Ebadi. Tutti e quattro avevano successivamente vinto il premio Nobel per la Pace.

Leggi anche: