Manovra, le anticipazioni dal Consiglio dei Ministri: resta Quota 100. Scontro rinviato su tasse ed evasori

Il decreto fiscale non sarà approvato questa sera: manca l’accordo politico su troppi punti come l’inasprimento delle pene per gli evasori e l’abbassamento del tetto dei contanti. Il taglio del cuneo fiscale sarà solo per i lavoratori

C’è una mail che va inviata alla Commissione europea e all’Eurogruppo entro mezzanotte: è quella contenente il documento programmatico di bilancio (Bpb), lo schema di base della manovra 2020 che l’Italia deve spedire a Bruxelles come tutti gli altri Stati dell’Unione Europea. Bisogna anche inserire le previsioni macroeconomiche per il prossimo anno, nel giorno in cui il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al ribasso le stime del Pil italiano.

Appuntamento alle 21 a Palazzo Chigi, non appena Giuseppe Conte rientrerà da Tirana. Poco prima ci sarà l’ennesimo vertice di maggioranza dopo quello andato a vuoto ieri sera, con il Pd che aveva accusato gli alleati del Movimento 5 Stelle di non essersi nemmeno presentati.

Resta Quota 100

L’anticipo pensionistico di Quota 100 (voluto da Matteo Salvini durante il governo gialloverde) non sarà toccato. Le richieste di Italia Viva non sono state dunque accolte, ma hanno fatto alzare la temperatura all’interno della maggioranza. Secondo l’agenzia Agi, il risparmio derivante dall’abolizione di questa misura sarebbe stato di quasi 17 miliardi di euro nel biennio 2020-2021.

Non c’è il taglio del cuneo fiscale per le imprese

Per aumentare le buste paga dei lavoratori, verranno stanziati 3 miliardi nel 2020 e 5 miliardi dal 2021. Il Pd e il Movimento 5 Stelle hanno festeggiato già questo obiettivo, ben prima del consiglio dei Ministri. Il capo politico M5s Luigi Di Maio ha evidenziato alcuni dei punti fermi per il Movimento 5 Stelle con un post su Facebook, ma mancano all’appello alcuni obiettivi annunciati nella due giorni di Italia 5 Stelle: il taglio del cuneo fiscale per le imprese e il salario minimo.

Slitta il decreto fiscale

Nel Consiglio dei ministri di questa sera non sarà approvato il decreto fiscale collegato alla manovra: troppi i punti su cui manca l’accordo politico, soprattutto l’innalzamento delle pene per i grandi evasori e il tetto ai contanti. Tutto rimandato a lunedì.

Secondo l’ultima bozza di accordo disponibile, la soglia per l’uso del contante passerebbe da tremila a mille euro. Era stato il governo Renzi, nel 2015, a portarlo a tremila euro e sono proprio gli esponenti di Italia Viva a criticare il possibile abbassamento della soglia, se non si farà in parallelo «all’azzeramento delle commissioni bancarie sulle carte di credito per tutti e per tutte le somme».

Prosegue il braccio di ferro sull’inasprimento delle pene per gli evasori. Al momento la bozza del decreto contiene il titolo e non il testo della norma: il Movimento 5 Stelle vorrebbe fosse inserito nel decreto fiscale, mentre il Pd chiede che l’inasprimento delle pene per gli evasori sia inserito in un disegno di legge ad hoc, collegato alla manovra. Nel decreto entrerebbe invece un premio speciale per chi paghi con la carta di credito. Per i professionisti che si rifiutano di accettare i pagamenti con carte di debito o credito sarebbe prevista una sanzione (di 30 euro).

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