Bolivia, dopo 14 anni Morales verso il ballottaggio: «Se vinco, pronto un golpe della destra»

Il presidente uscente è in testa al 45%, ma non ha ancora il vantaggio necessario per ottenere la vittoria al primo turno

In Bolivia, per la prima volta nella storia del Paese, potrebbe servire un secondo turno per decidere il prossimo presidente. Con l’83% delle schede scrutinate, il presidente uscente Evo Morales, leader di Movimento al Socialismo (MAS) è in testa nello spoglio dei voti di domenica 20 ottobre. Ma non abbastanza da ottenere subito la riconferma per il quarto mandato.

Le percentuali lo danno al 45,28% dei voti, seguito dall’ex governatore dell’opposizione Carlos Mesa, leader del fronte Comunidad Ciudadana (CC), con il 38,16%: per vincere al primo turno, è necessario che il candidato ottenga più del 50 per cento dei voti, oppure almeno il 40 per cento e un distacco di oltre 10 punti dal secondo. Se così non fosse, la data fissata per l’eventuale ballottaggio è il 15 dicembre.

In uno scenario molto polarizzato, il voto è stato una sorta di referendum per l’ex sindacalista e raccoglitore di coca, nonché primo presidente indigeno della storia del Paese, e per i suoi quasi 14 anni di governo. Se Mesa ha parlato di «indiscutibile trionfo», Morales ha rivendicato la sua vittoria alle urne, senza fare riferimento alla possibilità di un secondo turno elettorale a dicembre.

«Abbiamo ottenuto un altra vittoria elettorale grazie al fondamentale voto delle campagne, che è arrivato tardi a causa delle nevicate», ha dichiarato stanotte Morales nella sua prima dichiarazione dopo l’annuncio dei risultati preliminari. Il presidente uscente ha parlato ieri sera a La Paz di «una nuova vittoria», e di «un quarto successo elettorale consecutivo». Senza fare allusione al possibile ballottaggio, Morales ha assicurato che, a prescindere da tutto, «contiamo con la maggioranza assoluta sia alla Camera sia al Senato».

ANSA | Indigeni al voto, Bolivia, 20 ottobre 2019

Morales denuncia: «Pronto un golpe della destra se vinco elezioni»

Il voto del 20 ottobre per eleggere il presidente, il vice, 130 deputati e 36 senatori è arrivato in un clima di crescente contestazione nei confronti di Morales. Il presidente uscente rimane molto popolare nelle aree rurali e tra i poveri, ma il suo rivale, l’ex presidente Carlos Mesa, è il favorito dell’alta borghesia. 

I sondaggi prima del voto lo danno vincitore, ma potrebbe essere necessario un secondo turno il 15 dicembre. In caso di vittoria, Morales ha messo in guardia da un possibile colpo di stato – preparato, sostiene, dalla destra – nel caso in cui vinca le elezioni. La campagna elettorale è stata segnata da violenze a margine dei suoi comizi, alimentate da boliviani che contestano sempre di più il presidente in carica da 14 anni. 

Anche se sulla carta delle preferenze era in netto vantaggio, accreditato del 40% delle intenzioni di voto, risulta in netto calo rispetto al consenso medio ottenuto finora, a oltre il 60%. Non è ancora chiaro se sia riuscito a raggiungere il vantaggio necessario sull’ex presidente Mesa (2003-2005) le elezioni ha aperto la strada a un testa a testa con il suo principale contendente, che definisce la candidatura di Morales incostituzionale e illegittima.

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