A Barcellona 80.000 in piazza per la contro-manifestazione unionista

«Per la coesistenza, la democrazia e la Catalogna» cantavano i manifestanti

Una marea di bandiere spagnole ha inondato il Passeig de Gracia, a Barcellona, il 27 ottobre. Coloro che si oppongono all’autodeterminazione della Catalogna non sono in genere inclini a mobilitarsi, ma questa volta erano in 80.000 secondo la polizia, 400.000 secondo gli organizzatori.

Insieme alle rivendicazioni unioniste, si è levato anche un grido contro la violenza che sta riempiendo le vie della città da giorni dopo la condanna di nove leader indipendentisti catalani. Anche sabato, nonostante le proteste fossero iniziate in modo pacifico con 350.000 manifestanti secondo la polizia, si sono verificati episodi di violenza la sera, con circa 10.000 manifestanti che si sono scontrati con la polizia.

Foto: Epa Manifestazione unionista a Barcellona il 27 ottobre

«Per la coesistenza, la democrazia e la Catalogna. Ne abbiamo abbastanza!» cantavano i manifestanti, sostenuti dal partito Socialista di governo. Il premier spagnolo, Pedro Sanchez, non ha però partecipato personalmente alla manifestazione. Al partito di estrema destra Vox è stato richiesto di non partecipare.

Le decine di migliaia di manifestanti sventolavano bandiere spagnole e catalane e cartelloni che recitavano: «Anche noi siamo catalani». Pablo Casado, il leader del PP, il partito conservatore, ha partecipato alla marcia e ha affermato che la Catalogna è «Una parte fondamentale della Spagna». Ha aggiunto: «Soprattutto, è una terra completamente avversa alla violenza, all’intolleranza e alle divisioni settarie del movimento indipendentista».

Albert Rivera, leader del liberale Ciudadanos, anche lui presente alla manifestazione, ha detto: «Sono più numerosi tra noi quelli che vogliono stare uniti che quelli che vogliono separarsi».

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