Quinta giornata di proteste in Catalogna, scontri e disordini. Rinviata Barcellona-Real Madrid

Il sito è stato usato dai manifestanti per coordinare le proteste

La polizia nazionale spagnola ha sparato fumogeni e proiettili di gomma mentre sono ancora in corso i disordini nella via Laietana, a Barcellona, davanti al quartier generale della polizia. Lo riferisce El Mundo. I Mossos d’Esquadra hanno segnalato su Twitter che si stanno verificando «atti di vandalismo molto gravi» con «diversi incendi ancora attivi» e hanno chiesto, per sicurezza, di non avvicinarsi all’area.

La proteste hanno indotto la Federazione calcistica spagnola a rinviare la partita Barcellona-Real Madrid, “El Clasico” della Liga spagnola. Il match era in programma il 26 ottobre al Camp Nou e la decisione è stata presa, riferisce il quotidiano spagnolo Marca, per evitare che potesse diventare un’occasione di protesta contro la sentenza di condanna ai leader catalani. Non è stata ancora fissata una nuova data per il recupero.

Dieci manifestanti sono stati arrestati durante i disordini intorno al quartier generale della polizia. Lo rende noto El Pais. Un agente è stato portato via ferito, dopo essere stato colpito alla testa da una pietra. Il poliziotto è stato ricoverato in ospedale ed è cosciente.

Il sito web dello ‘Tsunami Democràtic’ è stato chiuso con un’ordinanza del tribunale in Spagna: una decisione di cui dà notizia El Pais e che ha provocato le proteste dei separatisti catalani.

Lo ‘Tsunami Democràtic’ ha già annunciato di avere aperto un nuovo dominio e ha raccomandato di scaricare la sua app, che i manifestanti protagonisti della protesta userebbero per darsi appuntamento. Il Ministro delle Politiche Digitali e della Pubblica Amministrazione della Generalitat, Jordi Puigneró, ha espresso le sue critiche su Twitter: “La Spagna – ha scritto – ha chiuso nuovamente i siti web catalani per motivi politici. Europa, hai intenzione di fare qualcosa al riguardo?”

Barcellona si ferma: al via il quinto giorno di proteste

La Catalogna si ferma per lo sciopero generale che segna il quinto giorno di proteste contro la condanna dei leader indipendentisti avvenuta lo scorso 14 ottobre. La manifestazione si è svolta ai Jardines de Gràcia, migliaia di manifestanti sono confluiti dalle cinque Marce della libertà, in arrivo dopo tre giorni di cammino.

I manifestanti si sono incamminati a piedi da diverse parti della Regione dopo il blocco degli scorsi giorni dell’aeroporto El Prat di Barcellona e di quello di Madrid, oltre che di numerose linee ferroviarie. Gli scontri con le forze dell’ordine che si sono verificati nei giorni precedenti non hanno impedito a migliaia di dimostranti di continuare la loro protesta contro le condanne in modo pacifico.

Nel quarto sciopero generale collegato alle proteste indipendentiste in meno di due anni sono stati cancellati almeno 46 voli. L’adesione è stata del 90% nelle università, del 30% tra i funzionari pubblici e tra il 60% e l’80% tra gli esercizi commerciali. Anche la fabbrica Seat di Barcellona ha fermato le attività lavorative per evitare disagi e imbarazzi ai dipendenti che non volevano scioperare.

La manifestazione arriva in concomitanza con l’arrivo in procura a Bruxelles dell’ex presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, che si è consegnato volontariamente alle autorità in relazione al nuovo ordine di cattura internazionale della Corte suprema spagnola. Puigdemont ha respinto la richiesta di estradizione ed è stato rilasciato.

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