Catalogna, ancora proteste: centinaia i feriti, decine i voli cancellati. E ci sono i primi arresti – Le immagini

Il ministro dell’Interno ha annunciato l’apertura di un’inchiesta per individuare i responsabili dello #TsunamiDemocratic

Secondo giorno di proteste durissime in tutta la Catalogna, cominciate dopo le condanne decise ieri dalla Corte Suprema spagnola contro i leader indipendentisti catalani. L’obiettivo, per i manifestanti, è quello di paralizzare le vie di comunicazione e gli hub aeroportuali, proprio come hanno agito ad Hong kong i dimostranti nella “protesta degli ombrelli”.

Negli scontri con i mossos d’esquadra – la polizia catalana – sono rimaste ferite oltre un centinaio di persone, il bilancio continua ad aggravarsi di ora in ora. Al momento si contano 131 tra i manifestanti e 40 tra gli agenti. Sono anche scattate le manette per le prime tre persone.

All’aeroporto di Barcellona, El Prat, sono stati sospesi 45 voli sui mille in programma. E dozzine di persone hanno occupato anche alcuni snodi nevralgici della rete autostradale provocando blocchi e disagi nella circolazione dei mezzi.

La protesta è corsa anche sui social, dietro l’hashtag “Tsunami Democratic”. Il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta per individuare i responsabili dell’organizzazione della protesta che ieri ha occupato e paralizzato lo scalo di Barcellona.

Centinaia di alunni degli istituti catalani nelle provincie di Barcellona e Girona hanno deciso di non andare a scuola per protesta. Fonti del sindacato studentesco dei Paesi catalani (Sindicat d’Estudiants dels Països Catalans) hanno reso noto che gli studenti hanno organizzato mobilitazioni nelle immediate vicinanze delle scuole, interrompendo anche loro la circolazione sulle strade.

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