Omicidio Sacchi, Anastasia e il suo racconto in lacrime: fingeva o le accuse contro di lei sono ingiuste?

La ragazza di Luca Sacchi potrebbe essere convocata dai pm, ma quanto sono solidi gli elementi contro di lei?

Quegli occhi azzurri inlanguiditi dalle lacrime li ricordano tutti: il giorno dopo il delitto dell’Appio Latino, ventiquattrore dopo la morte di Luca Sacchi, il 25 ottobre, Anastasia Kylemnyk era davanti al microfono ed alla telecamera del Tg1 per raccontare la sua versione della notte al pub John Cabot e commuoversi ricordando il fidanzato (qui il video): «Luca è l’amore, non ci sono altre parole, Luca è solo amore e ci sarà sempre. Mi ha protetto come fa ogni giorno».

anastasia

Credibile? Credibilissima: faccia pulita, voce spezzata ma ferma. Un racconto dettagliato in cui lei prende una botta sulla nuca con una mazza e cade a terra: «Credo di essere svenuta perché ho visto bianco e non ho capito più nulla. Mi hanno detto che Luca è intervenuto per difendermi ma io non l’ho visto, forse mi stavano dando un’altra botta. Non ho sentito non ho visto nessuno, ho sentito solo la voce del ragazzo, accento romano. Mi ha detto ‘damme sto zaino’. È stata un’ingiustizia, sono mostri».

Anche sulla versione dei fermati, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, smentisce con forza: «Droga? Sono tutte bugie. Noi eravamo lì per il fratellino più piccolo che stava dentro al pub».

I vicini di casa, residenti nel quartiere, la difendono. Anastasia è cresciuta lì fin da quando è arrivata a Roma, a nove anni, dall’Ucraina (era il 2003). Ha frequentato il liceo Augusto, poi si è spostata all’università. La sintesi del Messaggero dice tutto: «Riservata e discreta con i vicini, affettuosa con la sorellastra e il nuovo compagno della mamma». E gli amici confidano al Corriere della sera: «Tutta viaggi, sport e palestra». Per mantenersi lavora sia come cameriera sia come modella, sta con Luca da 4 anni e il loro sogno nel cassetto è una storia semplice, dicono: aprire una palestra per trasformare in lavoro la principale passione di entrambi.

Come sappiamo ora, però, ci sono molti particolari in questa storia che non tornano. La procura intende convocare la ragazza nelle prossime ore ed è anche possibile che si siederà davanti alla pm Nadia Plastina affiancata da un avvocato, quindi da indagata.

Fin da subito, in realtà, quando l’unica versione ufficiale di questa brutta storia romana era ancora la rapina andata male, persino gli investigatori a cui era stato dato il compito di depistare i giornalisti perché gli arresti erano imminenti, ammettevano che era proprio il racconto di lei a non tornare: agli uomini dell’Arma aveva detto di non ricordare che Luca avesse reagito all’aggressione, sebbene i testimoni fin da subito avessero detto che dopo la prima botta a lei il ragazzo aveva buttato a terra quello che scopriremo poi essere Valerio Del Grosso, quello che ha aperto il fuoco. Perché non dire che il ragazzo l’aveva difesa?

Paolo Pirino, Anastasia Kylemnyk e Valerio Del Grosso

Non si capiva poi, dal suo racconto, come mai i rapinatori volessero lo zaino e non portafogli e cellulari, magari. Infine, le ferite: una mazzata, forse due diceva di ricordare Anastasia, una sulla nuca e l’altra sulla schiena. Eppure i sanitari del San Giovanni non notano lividi, ne abrasioni. Lei stessa quando viene sentita la prima volta appare molto lucida, in se, per nulla dolorante sebbene dica di essere stata colpita con una mazza alla base della testa: «Anastasia ricoverata? Non credo proprio, sarà andata via dopo una mezzora, stava bene», aveva detto una fonte ad Open.

Ora che da quell’intervista sono passati quattro giorni, la versione di Anastasia vacilla. Due testimoni dicono che avesse un appuntamento con Valerio Del Grosso per acquistare droga  e sui giornali circolano cifre sui soldi che aveva con se, sempre più alte, anche non c’è ancora una conferma ufficiale.

Anastasia ha dunque mentito? Non lo sapremo con certezza finché l’inchiesta non sarà conclusa. È vero, però, che i suoi principali accusatori – almeno stando agli atti al momento pubblici – sono entrambi amici degli aggressori, Pirino e Del Grosso. Sono questi due infatti, Valerio Rispoli e Simone Piromalli, ad aver raccontato dell’appuntamento per comprare droga e delle mazzette nello zaino di lei. I soldi, però, al momento non sono stati trovati e i testimoni che conoscevano bene lei e Luca hanno confermato solo che quella sera i due fossero in compagnia di un vecchio amico di lui, con precedenti per droga. Nulla di più.

Dunque, i tasselli non sono ancora tutti al loro posto. Tanto più che in pochi giorni questa storia ci ha già abituato a parecchi colpi di scena.

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