Delitto di Roma, un testimone dà ragione ad Anastasia: «Colpita con una mazza, ho visto tutto»

Un testimone le da ragione almeno sull’aggressione. Ma sull’acquisto di droga i pm vogliono saperne di più

Il giudice di Roma, almeno per il momento, crede alla giovane Anastasia Kylemnyk su un punto: sarebbe stata colpita davvero alla nuca con una mazza, come lei stessa ha dichiarato (la mazza, non che questo basti, è stata fatta ritrovare proprio dall’omicida Valerio Del Grosso).

Nel ricostruire con un provvedimento che conferma l’esigenza di tenere in carcere Del Grosso e Giovanni Pirino per l’omicidio del giovane personal trainer dell’Appio Latino Luca Sacchi, il gip Corrado Cappiello scrive che sì Anastasia, la fidanzata della vittima, è stata colpita con una mazza sulla nuca.

Nelle ultime ore i dubbi sul suo comportamento e su cosa potrebbe nascondere sono cresciuti di molto e la procura è pronta a convocarla nuovamente. Non è chiaro se fin da subito come indagata, ma pare che si sarebbe già procurata un avvocato di fiducia.

Anastasia è, infatti, la persona che aveva con sè – nello zaino – una cifra di almeno duemila euro in contanti per comprare “erba”: molto probabilmente la base per nutrire un giro di spaccio neppure troppo limitato.

La sua versione è apparsa subito claudicante al procuratore aggiunto Michele Prestipino e alla pm Nadia Plastina, oltre che agli investigatori: nella prima versione dei fatti aveva negato persino che Luca Sacchi avesse reagito quando era stata colpita.  Un video di una telecamera della zona la mostra lontana da Luca poco prima della sparatoria.

Ad avvalorare almeno il punto dell’aggressione subita, però, c’è ora un testimone. Un amico di lei che al momento viene considerato attendibile.

Nel provvedimento, infatti, il gip cita le parole di «un amico di Luca Sacchi presente al momento dei fatti» che ha «dichiarato di aver raggiunto, verso le 23 circa, nei pressi del pub, l’amico Luca e la sua fidanzata Anastasia per trascorrere assieme la serata».

Il testimone spiega di essersi «allontanato di qualche passo per telefonare» e «notava giungere lungo via Bartoloni una vettura di colore grigio con strisce nere sui fianchi che parcheggiava a pochi metri di distanza da Luca e Anastasia. Scendevano due uomini entrambi con i capelli corti, uno dei quali indossava una tuta ginnica color nero, mentre l’altro una tuta ginnica di colore chiaro che reggeva in mano una mazza di colore nero con una sfera all’estremità. I due uomini gridavano alla ragazza di consegnare loro lo zaino che aveva a tracolla e senza attendere la consegna quello con la tuta chiara le colpiva violentemente la testa».

Basta a fugare i dubbi sul comportamento della ragazza? No ovviamente, anche perché non ha ancora mai spiegato cosa dovesse fare con il quantitativo di erba che, dicono ormai parecchi testimoni, voleva comprare da Del Grosso e Pirino, con l’aiuto di un mediatore.

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