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Allarme terrorismo, da Tirana: «Non possono essere quei due»

02 Novembre 2019 - 16:00 Redazione
epa07162211 A commemorative plaque is seen at the entrance of the Bataclan concert venue before a ceremony marking the third anniversary of the Paris attacks of November 2015 in which 130 people were killed, in Paris, France, 13 November 2018. The Paris terrorist attacks in November 2015 targeted the Bataclan concert hall as well as a series of bars and killed 130 people.  EPA/BENOIT TESSIER / POOL
Uno dei due ricercati: «Non ho nulla a che fare con il terrorismo. Si tratta di una falsità. Da 18 anni vivo in Francia con i miei figli. Non ho alcun problema qui e non sono mai stato associato al terrorismo»
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È arrivata velocemente in Albania la notizia relativa a una concreta minaccia terroristica in Italia. Dopo l’allarme scattato la notte scorsa tra le forze dell’ordine rispetto alla presunta organizzazione di un attentato con «modalità di esecuzione stile teatro “Bataclan” in Francia», la testata televisiva albanese Ora News Tv ha tentato di raggiungere telefonicamente uno dei due ricercati di nazionalità albanese. E ci è riuscita.

Secondo la nota riservata delle forze dell’ordine, i due potenziali terroristi ricercati su tutto il territorio italiano rispondono al nome di Battar Nabiyula – conosciuto anche come Maximilian Defilade o Bardhyl Hoxha, di 46 anni – e di Bujar Hysa, che dovrebbe avere tra i 40 e i 48 anni.

Ora News è riuscita a raggiungere telefonicamente Bardhyl Hoxha, il primo dei due nomi, che al momento vivrebbe in Francia. Il 46enne, colto di sorpresa dall’emittente tv, ha negato di essere collegato al terrorismo e ha affermato di essere pronto a consegnarsi alla polizia per chiarire la sua posizione.

Il servizio tv con la telefonata a Bardhyl Hoxha

«Non ho nulla a che fare con il terrorismo. Si tratta di una falsità. Da 18 anni vivo in Francia con tutti i miei figli. Non ho alcun problema qui e non sono mai stato associato al terrorismo».

L’uomo ha poi raccontato che in passato c’è stato un problema legale con l’Italia, per il quale era estradato dalla Francia e aveva trascorso tre mesi in prigione in Italia. Ma ha poi sottolineato di aver «pagato la pena».

«In Italia ho avuto dei problemi. Quindi sono andato in Francia ma poi sono stato estradato e rimandato in Italia dove ho trascorso 3 mesi in prigione. Sono andato a processo e ne sono uscito pulito».

Il 46enne ha poi aggiunto di non conoscere il secondo ricercato dalle autorità italiane, Bujar Hyssa. «Questa è la prima volta che sento questo nome. Non lo conosco né ho alcun legame con questa persona».

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