Falso carabiniere sceglie la vittima sbagliata: tenta la truffa telefonica ma a rispondere è un vicebrigadiere della Guardia di finanza
Tutto comincia con una telefonata al numero di casa. Un uomo, che si presenta come carabiniere, chiede conferma della proprietà di un’autovettura, indicandone correttamente marca, modello e targa. Poi sostiene che la targa sia stata clonata e utilizzata per compiere una rapina in una gioielleria. Per questo, dice, è necessario che la persona a cui la targa risulta intestata si rechi in caserma e che durante il tragitto rimanga in contatto con la “polizia”, tramite cellulare, senza riagganciare. Inizia sempre così, la ormai diffusissima truffa del falso carabiniere. Questa volta però, l’epilogo è stato diverso e il responsabile è stato arrestato.
Il vicebrigadiere della Guardia di finanza che ha sventato il raggiro
Il caso ha voluto che vittime del raggiro fossero un militare della Guardia di finanza di Avellino, il vicebrigadiere Pasquale Alfieri, e sua moglie. Il militare, che ha risposto alla chiamata sul telefono fisso, si è reso subito conto della natura fraudolenta della telefonata (la voce al telefono, come previsto dallo schema, riferiva di una rapina ai danni della gioielleria di Avellino e lo invitava a recarsi immediatamente alla caserma dei carabinieri di Monteforte Irpinio) e ha allertato tempestivamente i colleghi del Gruppo di Avellino, consentendo di predisporre un intervento immediato.
L’intervento delle fiamme gialle e l’arresto del complice del falso carabiniere
Il prosieguo della truffa prevede che la persona rimasta sola in casa venga contattata da un complice, che si finge un maggiore dei carabinieri avvertendo che nel giro di poco tempo un perito si recherà nell’abitazione per verificare la provenienza dei beni: gioielli e denaro contante che la vittima è invitata a radunare dopo averne fatto un inventario. In questo caso, però, quando il presunto perito ha citofonato a casa del militare, le Fiamme Gialle erano già lì ad aspettarlo e l’uomo è stato immediatamente arrestato.
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La dichiarazione del vicebrigadiere Pasquale Alfieri
Come riporta Avellino Today, Alfieri ha subito capito di essere davanti a un caso di raggiro: «Ho contattato immediatamente i miei colleghi della Guardia di Finanza del Gruppo di Avellino, che sono intervenuti e hanno fermato il responsabile», poi il vicebrigadiere ha lanciato un appello: «Al telefono non bisogna mai fornire a persone che si spacciano per appartenenti alle forze dell’ordine informazioni relative a denaro e oggetti preziosi. Se dovesse verificarsi una situazione del genere, bisogna contattare subito i numeri di pubblica utilità delle forze di polizia».

