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La prof, il tecnico, la cugina: nel giallo della ricina a Pietracatella ci sono 3 sospettati

13 Ottobre 2026 - 05:32 Alessandro D’Amato
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La procura lavora anche su una prospettiva finora inedita: ovvero che Di Vita fosse il bersaglio dell'avvelenamento. Le perquisizioni informatiche nelle scuole e le altre combinazioni possibili
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Il 16 ottobre alle 9 gli agenti della Squadra Mobile e dello Sco entreranno nel Liceo delle Scienze Umane di Casacalenda. Ovvero la scuola dove insegna Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne – la moglie Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita – morte per avvelenamento da ricina a Pietracatella nel dicembre 2025. Sarà una «ispezione informatica». E punterà a verificare le ricerche sul veleno fatte dai computer della scuola. Oggi e nei prossimi giorni sono in programma quelle all’istituto Agrario di Riccia, al Liceo Scientifico di Riccia e al Liceo Classico di Campobasso. La procuratrice di Larino Elvira Antonelli lavora infatti su una prospettiva finora inedita: ovvero che Di Vita fosse il bersaglio dell’avvelenamento. E su tre sospettati: la cugina, il tecnico di laboratorio e la prof.

Il giallo della ricina e il marito come bersaglio

Il Corriere della Sera spiega che la ricina potrebbe essere stata messa in un vasetto che qualcuno ha regalato. Oppure sciolta nell’acqua delle due borracce finite all’Istituto Koch in Germania. Il fascicolo è ancora aperto contro ignoti per il reato di duplice omicidio premeditato. I decreti di perquisizione ruotano intorno alle ricerche sulla ricina fatte sul web dai computer delle scuole. E dalla discussione aperta su Reddit da una persona che diceva di essere uno scrittore: «E se il mio personaggio uccidesse con i semi di ricino schiacciati?».

Le scuole e i sospettati

La prima scuola oggetto di perquisizione informatica sarà l’Agrario di Riccia. Lì lavora come tecnico Michele, marito di Monia, professoressa amica di Gianni. Domani toccherà allo Scientifico dove ha insegnato Monia. Mercoledì sarà la volta del classico di Campobasso in cui studiavano Sara e la sorella primogenita Alice, che si è diplomata a luglio. Infine tocca al liceo «Silvio Di Lalla» a Casacalenda, dove Laura Di Vita, cugina di Gianni, ascoltata per sei volte in Questura, è insegnante di sostegno.

Il libro Tiro al piccione

Poi c’è il libro Tiro al piccione di Giose Rimanelli. Una copia è stata sequestrata due settimane fa dalla polizia nell’ufficio di Gianni Di Vita a Pietracatella. In alcune pagine erano sottolineate a matita frasi dedicate alle avventure sentimentali di un uomo diviso tra due donne. Mentre nella scuola Silvio Di Lalla dove lavora la cugina di Gianni Laura il libro è stato presentato nel 2025, anche se l’autore è morto nel 2018. Al Tg1 Gianni ha detto che quel libro «me lo hanno prestato». A Campobasso sono anche usciti due instant book sulla vicenda. L’avvocato Francesco Mancini, autore del primo, dice al Corriere: «Il killer? Uno di noi, uno del posto». Per il criminologo Aldo Di Giacomo, che ha firmato il secondo, «chi ha ucciso aveva la fiducia delle vittime».

Gli indiziati

Secondo Repubblica sono tre i sospettati. Una è Monia, la prof che i giornali definiscono “amica speciale” di Gianni Di Vita. Poi c’è il marito Michele, tecnico di laboratorio. E infine Laura, cugina anche lei dipinta come “vicinissima” a Di Vita. Il matrimonio con Antonella Di Ielsi era in crisi e lei aveva intenzione di separarsi. Le relazioni di Gianni hanno reso necessari i confronti negli interrogatori tra Gianni e Monia. L’anonimo che chiedeva della ricina su Reddit era comparso ad agosto 2025, sparito durante l’agonia delle vittime e ricomparso il 5 gennaio, questa volta chiedendo solo per quanto tempo rimangono le tracce della ricina e se possono essere rilevate da un’autopsia.

L’indirizzo IP

La localizzazione dell’indirizzo ip dell’account fornito dalla piattaforma americana sarebbe risultato compatibile con la zona di Campobasso. La prospettiva del giallo rischia quindi un capovolgimento: la vittima designata del veleno potrebbe essere stato anche (o solo) Gianni. E non Antonella e Sara, che potrebbero essere morte per errore. Ma ci sono anche altre combinazioni possibili, forse già escluse dagli inquirenti. Mentre un racconto così dettagliato da parte della procura delle mosse investigative potrebbe anche nascondere l’intenzione di vedere il colpevole tradirsi. Anche perché un colpevole che va su internet per cercare informazioni su un omicidio che vuole compiere è davvero un ingenuo.

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