Ultime notizie HouthiPena di mortePrimarieSigfrido RanucciUcraina
ATTUALITÀAutopsieAvvelenamentiCampobassoInchiesteMoliseOmicidi

Madre e figlia avvelenate, le istruzioni sulla ricina, il silenzio e la paura dell’autopsia: come sono cambiate le ricerche del killer sul forum americano

12 Ottobre 2026 - 13:12 Cecilia Dardana
Madre e figlia avvelenate con la ricina: la foto di famiglia
L'inchiesta sulla morte di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi si stringe attorno alle tracce lasciate in rete. Chi ha agito ha cambiato registro subito dopo la tragedia: dalle domande su come procurarsi il veleno all'ansia per i riscontri medico-legali
Google Preferred Site

Prima le domande su come procurarsi la ricina, lavorarla e provocare un «collasso improvviso», poi undici giorni di silenzio coincisi con l’agonia delle vittime e infine il ritorno in rete, per capire se il veleno possa essere rintracciato da un medico legale durante l’autopsia. È questo lo scenario nelle ricerche online che sta guidando gli inquirenti nel giallo di Pietracatella, l’inchiesta sulla morte per avvelenamento di Antonella Di Ielsi e di sua figlia 15enne Sara Di Vita. Come scrive Repubblica, la perfetta coincidenza temporale tra le interrogazioni sul web e la morte ha spinto la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, a ordinare da domani l’ispezione di 155 computer in tre scuole tra Riccia e Campobasso, per individuare il terminale da cui chi ha agito si è collegato.

Dalle istruzioni sul veleno al timore dell’autopsia

Al centro degli accertamenti della Squadra Mobile di Campobasso e dello Sco ci sono le tracce lasciate da due utenti anonimi sul forum della piattaforma americana Rabbit tra agosto 2025 e gennaio 2026. Per cinque mesi, uno dei due si è finto uno scrittore alle prese con un romanzo per chiedere informazioni dettagliate su come far morire un personaggio con la ricina. Ma il 5 gennaio scorso, dopo il decesso delle due donne avvenuto a Natale a 48 ore dal ricovero, le domande al motore di ricerca sono cambiate radicalmente. Niente più quesiti sulle dosi o la preparazione, ma su quanto tempo la ricina rimanga nel sangue e se un medico legale sia in grado di individuarla in sede di autopsia. Quesiti che, secondo chi indaga, hanno senso solo a delitto avvenuto.

La pista dell’indirizzo IP e la chat su Reddit

L’esistenza di queste chat era stata individuata già a maggio dalla giornalista Antonella Potena per l’emittente Canale 122-Fatti di nera, ma la svolta procedurale con il decreto di perquisizione delle scuole è arrivata a fine settembre. Il motivo, ricostruisce Repubblica, risiede nelle risposte giunte dalla piattaforma americana. Pur prevedendo la cancellazione automatica degli IP dopo 100 giorni, il sistema conserva l’indirizzo IP utilizzato al momento della creazione dell’account. Un dato che, secondo indiscrezioni, risulterebbe compatibile con la zona di Campobasso e che le forze dell’ordine stanno ora incrociando con le utenze telefoniche locali.

Tre giorni di perquisizioni

A nove mesi dalla tragedia, l’ispezione sui 155 computer punta a trasformare gli indizi in prove, muovendosi per esclusione in tre strutture frequentate a vario titolo dai protagonisti della vicenda. Si parte martedì alle ore 10 dall’Istituto Professionale per l’Agricoltura di Riccia, dove verranno esaminati 71 pc tra laboratori e serre. Nella struttura, infatti, lavora come tecnico Michele, marito di Monia, la professoressa amica di Gianni Di Vita (padre e marito delle vittime) già a lungo ascoltata dagli inquirenti e messa a confronto con lo stesso Di Vita. Mercoledì le verifiche si sposteranno sui 21 pc del liceo Scientifico di Riccia dove insegna la stessa Monia, mentre giovedì l’ispezione si concluderà al liceo Classico di Campobasso sui 63 terminali della scuola frequentata fino allo scorso anno da Sara Di Vita e da sua sorella Alice.

leggi anche