Avvelenate con la ricina, il padre di Antonella Di Ielsi contro Gianni Di Vita: «La tradiva, non credo abbia agito da solo» – Il video
«Per una donna si deve arrivare a questo?». Salvatore Di Ielsi torna a parlare di Gianni Di Vita, marito della figlia Antonella e padre di Sara, le due donne morte lo scorso dicembre in provincia di Campobasso dopo un sospetto avvelenamento da ricina. E questa volta, ai microfoni della trasmissione Mediaset Dentro la notizia, mette insieme i dubbi sul genero e quelli che definisce vecchi tradimenti. «Intanto è successo, perché è successo, magari per una schifezza, queste schifezze…», dice l’uomo all’inviato Vincenzo Rubano. Poi aggiunge: «La moglie, caso mai, avrebbe dovuto fargliene, per quello che ho saputo io, già parecchi anni fa, a lui».
I dubbi del padre di Antonella su Gianni Di Vita
Di Ielsi non indica elementi nuovi né prove, ma esprime apertamente i sospetti che dice di avere sul genero. «Io dal principio, è un pensiero che mi facevo io», racconta. «Non è possibile che abbia fatto tutto da solo, sapendo cosa c’era intorno, però è stato coinvolto».
Nelle dichiarazioni riportate da Mediaset, il padre di Antonella non spiega da cosa derivi il presunto coinvolgimento di Di Vita né fornisce ulteriori elementi a sostegno della sua ipotesi. Alla domanda su come stia oggi il genero, risponde: «Sta come sta, non lo so… Colpevole o non colpevole, come dovrebbe stare?».
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«Lo chiamavo il bravo fesso»
Il giudizio di Di Ielsi sul marito della figlia resta però ambivalente. «Io l’ho chiamato “il bravo fesso”: è bravo ma è anche fesso», racconta. «Poi lo sapete come siamo noi uomini…». Non è la prima volta che il padre di Antonella parla pubblicamente del genero. Già in una precedente intervista alla stessa trasmissione aveva detto: «Non mi fido di Gianni».
Foto copertina: X/DENTRO LA NOTIZIA | Screenshot del servizio di Dentro la Notizia, 7 ottobre 2026

