Giallo di Pietracatella, smentito il ritrovamento di un pc. Ascoltate due donne: sono madre e figlia collegate a un uomo che incontrò Antonella Di Ielsi
Proseguono a ritmo serrato le indagini sul duplice omicidio di Pietracatella, il piccolo centro molisano dove, nei giorni a ridosso dello scorso Natale, Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita sono morte avvelenate da ricina. Oggi sia la procura che gli agenti che seguono il caso hanno smentito le indiscrezioni secondo cui sarebbe stato individuato un pc utilizzato per cercare online istruzioni su come realizzare la ricina in polvere.
La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha chiarito con un messaggio ai cronisti: «Smentisco». Sulla stessa linea il capo della Squadra Mobile di Campobasso, Marco Graziano, che ha confermato di non avere alcuna notizia in merito al presunto rintraccio del computer.
Due donne ascoltate in procura: sono mamma e figlia
In Questura a Campobasso la Squadra Mobile ha ascoltato due donne, parenti di una coppia del paese legata da rapporti di amicizia con la famiglia Di Vita. Sarebbero, secondo quanto riporta il Corriere, mamma e figlia. Precisamente, riferisce il quotidiano, sorella e la nipote dell’uomo che il 22 dicembre scorso andò a trovare Antonella, consulente del lavoro, nel suo ufficio a Campobasso diviso con il marito Gianni, commercialista. Attenzione alla data: si tratterebbe del giorno prima della data più probabile, quella del 23, dell’avvelenamento che portò alla morte proprio Antonella, 50 anni, e sua figlia Sara, 15.

