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Omicidi con la ricina, il giallo della borsetta di Antonella e l’uomo misterioso in chat con lei

01 Ottobre 2026 - 06:33 Alessandro D’Amato
avvelenate ricina
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Trovata nella nuova casa del marito, ma non doveva essere lì. Le analisi dei cellulari e il nuovo elemento
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Una borsa trovata dove non doveva essere e un uomo misterioso come ultimo incontro di Antonella Di Ielsi. Il giallo della ricina di Pietracatella si arricchisce di nuovi elementi in attesa delle analisi del Robert Koch Institut che potrebbero fornire un elemento di prova decisivo. Il Corriere della Sera racconta che il giorno della perquisizione in casa di Gianni Di Vita uno degli investigatori ha visto una borsetta e gli ha domandato: «Ma di chi è?». Gianni ha risposto che era della moglie. Ma la borsetta è nella nuova abitazione in cui vive il commercialista dopo il sequestro della casa in cui era con le figlie Sara e Alice e la moglie.

La borsetta e il vettore della ricina

Dentro la borsetta potrebbe essserci il vettore della ricina. Forse una delle borracce finite tra i 131 reperti all’esame degli specialisti tedeschi del Koch. In più c’è un elemento emerso dall’autopsia. Ovvero che moglie e marito sono stati soli in casa il 27 dicembre per sei ore. Quelle in cui lo zio paterno Antonello insieme ad Alice e all’infermiere Giampiero Mastrogiorgio hanno portato Sara al pronto soccorso. Alice, ascoltata il 5 gennaio, resta accanto alla sorella — «si lamentava tanto, con frasi sconnesse e parole inventate» — sino alle 19, quando, dopo aver dato il cambio in astanteria allo zio, «una compaesana mi ha dato un passaggio a Pietracatella. Lì ho trovato mamma e papà che stavano sul divano. Entrambi deboli, ma mamma di più».

L’uomo misterioso

Intanto Libero fa sapere che tra i file e i telefoni c’è un’altra pista. Quella di un uomo misterioso con cui Antonella Di Ielsi avrebbe avuto scambi in chat prima di morire. Si tratta di un contatto maschile non identificato. Intanto Alice superati gli esami di maturità si è iscritta all’Università a Torino. Intanto Luigi Di Ielsi, fratello di Antonella, parla a Repubblica dell’ipotesi dell’incidente: «È stato trovato veleno nel loro sangue, tanto veleno. Onestamente, è difficile pensare ad un incidente, assai difficile da credere. Non credo che oggi ci sia qualcuno che lo continui a pensare veramente».

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