Doping, positiva l’atleta paralimpica Martina Caironi, fu portabandiera di Rio 2016

«All’ultimo controllo di ottobre ho dichiarato questa sostanza. Ora mi ritrovo a dover saltare un Mondiale in un anno fondamentale senza ancora aver provato una cura definitiva per la mia ulcera»

Si chiama Martina Caironi l’atleta paralimpica risultata positiva a un test antidoping a sorpresa ordinato da Nado Italia. Medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Londra 2012 nei 100 metri e portabandiera della rappresentativa italiana a quelle di Rio de Janeiro del 2016, è accusata di aver assunto un metabolita di steroide anabolizzante.

«Conosco la sostanza contenuta nella crema cicatrizzante che ho assunto: l’ho acquistata a gennaio dopo tre mesi di sofferenza per un’ulcera all’apice del moncone. Si tratta di una ferita aperta che nessun farmaco è riuscito a richiudere», così si difende Martina Caironi all’Ansa.

«A gennaio chiedo al medico federale la possibilità di usare questa crema e mi viene detto che deve essere impiegata in modo locale e a piccole dosi, e che non è necessario il TUE (esenzione per uso terapeutico, ndr) per le quantità troppo basse. Faccio il test antidoping a luglio che risulta negativo. Da quel momento la ferita si apre altre due volte ma in maniera meno grave e quindi ritengo di poter continuare in piccole dosi in quanto sicura di non incorrere in alcun tipo di infrazione», ha aggiunto la campionessa che da domani sarebbe stata impegnata a Dubai per i mondiali di atletica paralimpica.

Insomma, stando alla versione dell’atleta, il doping non c’entrerebbe. Caironi avrebbe assunto quella sostanza per provare a curare la sua ulcera. E c’è di più: «All’ultimo controllo di ottobre ho dichiarato tale sostanza. Ora mi ritrovo a dover saltare un Mondiale in un anno fondamentale senza ancora aver provato una definitiva cura per la mia ulcera».

La reazione

«Questa notizia è un fulmine a ciel sereno. Martina è sempre stata un’atleta esemplare sia in pista che nella vita», questa la reazione del presidente del comitato paralimpico, Luca Pancalli.

«Prima di esprimere ogni giudizio vogliamo conoscere a fondo la vicenda sempre nella consapevolezza che saranno gli organi preposti a valutare il caso – prosegue Pancalli -. Al momento non possiamo che esprimere sorpresa per una campionessa che ha sempre fatto parlare di sé prima di tutto per gli eccezionali risultati sportivi».

Foto Ansa

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