Ecco cosa ha mostrato e dimostrato Report ieri sera, e cosa ha risposto Giorgia Meloni

Report risponde punto per punto alle accuse e lancia la sfida a Giorgia Meloni: «ci denunci»

Continua il botta e risposta tra Report e Giorgia Meloni. Da una parte la trasmissione di Sigfrido Ranucci, attraverso l’inchiesta di Giorgio Mottola, passa al setaccio la comunicazione social della destra italiana, dall’altra la leader di Fratelli d’Italia che controbatte attraverso conferenze stampa e tweet.

In questo ultimo match il conduttore di Report lancia un ulteriore sfida dopo quella del 29 ottobre scorso, ma a quanto pare non verrà raccolta.

Il ruolo di Steve Bannon e Fratelli d’Italia

Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa alla Camera, si è difesa dalle accuse di avere rapporti di collaborazione con Steve Bannon sostenendo di averlo incontrato pubblicamente tre volte nella sua vita. In realtà ci sono stati anche degli incontri privati e documentati, come dimostra un servizio del quotidiano britannico The Guardian la Meloni prende le distanze dalle accuse di essere un partito fascista o neofascista.

Anche Steve Bannon, durante l’intervista rilasciata insieme alla Meloni al giornalista del The Guardian, nega di aver associato Fratelli d’Italia al fascismo, ma in un audio registrato prima dell’incontro dichiara tutto il contrario: «Fratelli d’Italia è uno dei vecchi partiti fascisti».

I dati del software Audiense

Report, durante la trasmissione del 28 ottobre 2019, aveva portato all’attenzione del pubblico le particolarità dei followers di Giorgia Meloni e dell’account Twitter “Trash Italiano” mostrando i risultati di un documento generato dal software online Audiense. Il 4 novembre 2019 l’account Twitter di Giorgia Meloni condivide un video di risposta al servizio di Report al fine di screditarlo:

Nel video vengono riportate le analisi dello staff di Fratelli d’Italia ottenute dallo stesso software usato da Alex Orlowski per la precedente puntata di Report, ma non riporta un informazione: i dati riportati nel servizio di Mottola risalgono al mese di maggio 2019, mentre i dati usati nel video risposta fotografano soltanto la situazione attuale che non rispecchia l’anomalia denunciata.

Il software Metatron

Un software sconosciuto allo staff di Giorgia Meloni è Metatron Analytics, utilizzato proprio da Alex Orlowski per riscontrare i comportamenti dei followers e i software utilizzati per la loro gestione.

Come spiegato durante il servizio di Report di lunedì undici novembre, le analisi di Metatron si basano sui dati ufficiali forniti da Twitter attraverso le procedure Application programming interface (più comunemente chiamate API). Il software, come spiega Orlowski, verrebbe utilizzato da entità governative – e non solo – per la lotta alle Fake News e per la Reputation online.

Una schermata del software Metatron pubblicata da Orlowski.

Cosa condividono i followers di Giorgia Meloni

Interpellato da Report, Matteo Flora riporta una sua analisi pubblicata in un suo articolo su Open in cui dimostra come i followers attivi di Giorgia Meloni abbiano condiviso nell’ultimo mese per 12 mila volte i contenuti del sito ImolaOggi.it e oltre 10 mila volte quelli di Voxnews, due siti noti per aver diffuso notizie false o manipolate sul tema dell’immigrazione.

Un’analisi, quella pubblicata da Flora, che si è arricchita di maggiori particolari riportati in un altro articolo di Open dell’undici novembre.

I presunti account falsi di Report

Secondo Giorgia Meloni, come riporta sempre Report, «buona parte» dei followers del programma «sarebbero falsi in base all’analisi di Twitter Audit».

In un articolo del 31 ottobre avevamo spiegato a Open l’inadeguatezza del tool gratuito online noto come Twitter Audit, visto che permette l’analisi di appena 5.000 followers per gli account che si desidera analizzare. Nell’articolo, inoltre, avevamo acquistato dei followers fake per testare il tool in un account appositamente creato per l’occasione: un totale fallimento, il software non li aveva individuati.

L’ultima sfida di Ranucci: «ci denunci»

«Se #Meloni continua a pensare che abbiamo detto il falso ci denunci in un tribunale», scrive in un tweet l’account Report verso la fine del servizio, concludendo così: «perché un’inchiesta giornalistica deve essere valutata per la verità, non se è ruvida al potere politico».

Le risposte di Giorgia Meloni

Dopo un primo tweet dove sostiene che nell’ultimo servizio di Report sia stato trasmesso il «arrampicata sugli specchi», e dopo aver dichiarato ai suoi followers di aver «smentito tutte le false accuse dell’altra puntata».

Di fronte alla sfida della denuncia sostiene di poter vincere ma i danni li dovrebbero poi pagare gli italiani con il canone Rai:

Caro Ranucci, se denuncio e #Report perde, i danni li pagate tu e Report, o li paga mamma RAI coi soldi dei contribuenti? Raccontalo agli italiani.

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