La ministra Lamorgese archivia l’era Salvini: «Pronto decreto Sicurezza con modifiche»

Sui rimpatri la ministra parla di «un tasso insufficiente che rischia di delegittimare il sistema europeo di contrasto all’immigrazione illegale»

La ministra degli Interni, Luciana Lamorgese, in audizione alla commissione Affari costituzionali della Camera, ha annunciato che le modifiche al decreto Sicurezza bis, fortemente voluto dal suo predecessore Matteo Salvini, stanno per vedere la luce: «È già pronto uno schema di provvedimento – ha detto la ministra – ne devo parlare in consiglio dei ministri. Posso già dire che nel testo saranno inserite modifiche connesse alle osservazioni pervenute dal presidente della Repubblica».

Durante la stessa audizione Lamorgese ha anche tracciato un quadro della situazione dei rimpatri: «Dall’inizio dell’anno sono stati 5.940 i migranti rimpatriati contro i 5.345 dello stesso periodo del 2018. Dal 5 settembre, data di insediamento del Governo, sono stati ben 1.304». Per la ministra si tratta però di «un tasso di rimpatri insufficiente che rischia di delegittimare il sistema europeo di contrasto all’immigrazione illegale. Sollecitiamo un’azione più intensa da parte dell’Europa su questo».

Con il fine di intensificare l’efficacia dei rimpatri coattivi, ha proseguito, «conto nei prossimi mesi di potenziare il sistema dei Centri di permanenza per i rimpatri con una disponibilità ulteriore di oltre 300 posti attivando altre strutture (50 posti a Macomer, 150 a Gradisca d’Isonzo, 132 a Milano). Sono state anche avviate le attività per la realizzazione di altri centri per un totale di 160 posti (100 a Oppido Mamertina e 60 a Modena)».

Lamorgese ha poi sottolineato che verrà rivisto un altro dei pilatri nella gestione dei flussi migratori degli ultimi anni, in questo caso varato dal governo Gentiloni: cioè il Memorandum of understanding siglato con la Libia nel 2017 sotto la gestione del ministro del Partito Democratico Minniti. «Sono state avviate le procedure per rimodulare i contenuti» del Memorandum – ha spiegato il ministro- con l’obiettivo di migliorare le condizioni dei Centri per migranti, «in vista della chiusura di quelli attualmente esistenti per giungere progressivamente a prevedere strutture gestite direttamente dall’Onu».

«Per la tutela degli interessi del nostro Paese e di tutta l’Unione europea – ha dichiarato inoltre la ministra – occorre sostenere con decisione le iniziative volte alla stabilizzazione della Libia, mantenendo aperti tutti i canali di dialogo». A proposito dei rischi connessi al terrorismo Lamorgese ha ammonito che «la circostanza che nel più recente periodo non si siano registrati in Europa fatti eclatanti di matrice jihadista non deve trarre in inganno. Infatti, un quadro internazionale nuovamente caratterizzato da tensioni e conflitti impone di mantenere elevata l’azione di prevenzione».

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