Ex Ilva, nel M5s torna lo spettro dello scudo penale. Lezzi: «Non è un tema nemmeno da riproporre»

Nel pomeriggio il nuovo incontro tra il governo e ArcelorMittal

A poche ore dal nuovo incontro a Palazzo Chigi con i vertici di ArcelorMittal, il Movimento 5 Stelle si prepara ad affrontare il ripristino dell’immunità penale per l’ex-Ilva. Un’ipotesi che Luigi Di Maio e i vertici M5s continuano a osteggiare. Ma la difficile trattativa con il colosso dell’acciaio passa proprio da questo.


«L’ho sempre detto e insisto: resto contraria allo scudo penale. Non è un tema nemmeno da riproporre», dice la senatrice Barbara Lezzi. Eppure il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ammette che il governo è disposto a ri-considerare il tema dell’immunità penale.

E a lui si rivolgeranno i senatori 5 Stelle – inizialmente molto vicini alla posizione della senatrice pugliese (prima firmataria dell’emendamento che tolse lo scudo penale ad ArcelorMittal), se dovessero emergere nuovi elementi dall’incontro con la multinazionale franco-canadese.

Nessun voto sulla piattaforma Rousseau ma un’interlocuzione diretta con il presidente del Consiglio: è la linea dei senatori 5 Stelle, che ha poi ‘contagiato’ anche i deputati. Un altro duro colpo per Luigi Di Maio, dopo l’esito del voto online per le Regionali e alla guida di un partito in «difficoltà», come ha spiegato lui stesso.

Ma in caso di voto all’interno del gruppo parlamentare 5 Stelle, il no allo scudo penale non è più così scontato. «Vediamo come andrà. Se si dovesse presentare questa proposta, si voterà», aggiunge la senatrice Lezzi. Un voto che rischia di assomigliare a una resa dei conti tra chi sostiene la linea di Di Maio e chi quella di Conte.

«Sono favorevole allo scudo ma a una sola condizione: che il quartier generale di ArcelorMittal, compresa la Morselli, si trasferisca a Taranto in modo che tutti capiscano che bisogna accelerare con la bonifica ambientale», spiega il senatore Gianluigi Paragone.

C’è poi chi ha già espresso parere favorevole: è il deputato M5s Nunzio Angiola, pronto addirittura a votare l’emendamento alla manovra (non si sa se ammissibile) presentato da Fratelli d’Italia per il ripristino dell’immunità penale.

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