Impeachment, rinvio a sorpresa del voto contro Trump. Bagarre al Congresso, il presidente Usa: «Situazione surreale»

I Democratici devono arrendersi all’ostruzionismo dei Repubblicani, dopo 15 di lavori della commissione

Rinvio a sorpresa dello storico voto sugli articoli per l’impeachment di Donald Trump. Dopo una maratona durata quasi 15 ore la commissione giustizia della Camera ha deciso di aggiornarsi tra poche ore, alle ore 10 della mattinata di Washington (le 16 in Italia), quando si dovrebbe finalmente passare alla votazione sui due articoli in cui sono contenute le accuse al presidente: abuso di potere e ostruzione al Congresso.


La decisione inaspettata di far slittare il voto è stata annunciata dal presidente della commissione il democratico Jerrold Nadler, proprio quando passate le 11 di sera sembrava fosse arrivato il momento. Decisione presa di fronte all’ostruzionismo dei repubblicani che per l’intera giornata hanno presentato diversi emendamenti regolarmente bocciati dalla maggioranza democratica, ma che hanno portato via ore e ore di dibattito, con una serie infinita di interventi ripetitivi da entrambe la parti.

E così che Nadler, con l’aria visibilmente stizzita, ha mandato tutti a casa. «Vogliamo un voto alla luce del giorno, perchè tutti vedano quello che sta avvenendo», hanno spiegato i deputati democratici, mentre i repubblicani li hanno accusati di puntare solo a «uno show in tv».

Trump: «Situazione surreale»

Donald Trump, intanto, ha seguito le varie fasi del dibattito alla Casa Bianca e, quando ormai sembrava scontato il voto, ha scagliato in rete l’ultimo di una valanga di tweet, parlando di «situazione surreale e fuori controllo».

«Per tre anni questo presidente è stato tormentato, sorvegliato, spiato, accusato», ha scritto il presidente Usa, parlando di «abusi da parte del Congresso, del Dipartimento di giustizia, dei responsabili dell’Fbi amici dei democratici, che mi hanno odiato quando ancora ero solo un candidato».

«È ora di tornare alla ragione», ha concluso. Intanto a rassicurarlo in queste ore è sceso ancora in campo il leader dei senatori repubblicani, Mitch McConnell: «Tutti sappiamo come andrà a finire. Non c’è alcuna chance che il presidente Trump sia rimosso dal suo incarico», ha detto intervistato da Fox News, ribadendo come al Senato il fronte repubblicano è compatto attorno al presidente.

Dopo l’ok scontato delle prossime ore della commissione giustizia a votare sull’impeachment sarà l’aula della Camera la prossima settimana. Trump diventerà quindi il terzo presidente della storia americana ad essere messo in stato di accusa e il processo in Senato partirà a gennaio. Intanto Trump potrebbe non partecipare ai dibattiti tv per le elezioni generali del 2020.

Secondo il New York Times infatti il presidente starebbe valutando tale possibilità con i responsabili della campagna per la sua rielezione, esprimendo forte sfiduci nei confronti della commissione sui dibatti presidenziali che organizza tali eventi e vigila su di essi. A preoccupare Trump non tanto l’avversario che dovrà affrontare ma soprattutto la scelta dei moderatori dei dibattiti.

Leggi anche: