Inchiesta Open, il ruolo di Luca Lotti nelle carte dell’indagine. Delrio rifiutò un incontro?

L’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio compare in molti passaggi. Anche in una donazione ricevuta da British Tobacco, che potrebbe essere “un altro caso Toti”

L’inchiesta della procura di Firenze sulla fondazione Open (quella che organizza ogni anno la Leopolda per Matteo Renzi) procede con una certa prudenza. Da due giorni, però, quando gli atti sono stati depositati al tribunale del Riesame, sono emersi elementi di maggiore chiarezza.


Si sa, ad esempio, che al centro dell’indagine c’è in particolare il finanziamento che il gruppo Toto ha inviato alla fondazione, attraverso l’avvocato Alberto Bianchi. Il legale viene assunto per una consulenza – i pm di Firenze hanno dei dubbi anche su questa – e dopo aver svolto il suo lavoro, quest’ultimo versa almeno 300mila euro alla fondazione e al comitato per il Sì al referendum del 2016.

L’interessamento di Bianchi sugli affari di Autostrade prosegue prima e dopo il referendum, inizia nel 2015 e arriva almeno al 2017.

Tra gli appunti più rilevanti evidenziati dalla Guardia di finanza c’è la mail del giugno 2015 in cui Alberto Bianchi informa Toto di dover andare a Roma per avere un tramite e incontrare l’Ad di Anas (Toto è uno dei concessionari della rete autostradale Italiana) dopo che gli imprenditori gli hanno segnalato delle difficoltà circa la concessione della tratta di La Spezia.

Nel 2017, siamo a marzo, spunta un altro appunto. Una nota scritta a mano in cui l’avvocato vuole ricordare un fatto rilevante: «Annullato appuntamento l’altro ieri con Delrio, non rifissato … », (all’epoca Delrio era ministro delle Infrastrutture). La Finanza annota, «cita tale “Morelli”; in merito a La Spezia cita tale “Liani” (direttore) ed evoca un appuntamento con “Toto”»; scrive poi di «andare da Armani solo dopo che me lo dice AT» (da intendersi Alfonso Toto- ndr)».

Infine la nota più rilevante: «Cercare LL». Dove LL starebbe per Luca Lotti, dicono gli investigatori.

L’intervento di Bianchi, più che sul piano della consulenza legale, sarebbe stato a favore di alcune leggi che hanno aiutato il gruppo. Scrivono i finanzieri:

«Va evidenziato, infine, che è stata rinvenuta documentazione afferente l’intromissione dell’avv. Bianchi con riguardo a proposte di modifiche normative concernenti il differimento del pagamento dei canoni di concessione autostradale (art. 52 quinquies del decreto Iegge n.50 del 24/4/17 convertito dalla Iegge n. 96 del 21/6/17), un contributo di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 a! 2025 alia società concessionaria Strada dei Parchi (gruppo Toto; art. 16 bis), gli effetti del trasferimento delle funzioni da Anas al Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sulle situazioni creditorie e debitorie gia in capo ad Anas, con particolare riguardo ai corrispettivi derivanti dai rapporti con i concessionari autostradali (art. 25 comma quarto del decreto Iegge n. 69/13)».

C’è anche un’altra vicenda in cui appare proprio il nome del sottosegretario, poi ministro dello Sport, già finito nell’inchiesta Consip. Ed è a proposito del finanziamento di British Tobacco Italia.

Proprio all’epoca del finanziamento ricevuto da Toto, Bianchi riceve anche 80mila euro dalla British Tobacco. E per entrambe le vicende, si preoccupa di avvisare proprio Luca Lotti.

La procura di Firenze sta cercando di valutare se sia vero che quel finanziamento di 80mila euro sia collegato alla modifica dell’intervento sulle accise che avrebbe danneggiato l’azienda americana. Luca Lotti non è indagato né è stato ascoltato dai pm.

L’iniziale accusa sui collegamenti tra le azioni del governo e British Tobacco Italia viene dall’accusatore “storico” di Renzi, l’impiegato del Comune Alessandro Maiorano, che ha coperto la procura di esposti.

I contatti tra British Tobacco Italia, Bianchi e Carrai (considerato l’anello di congiunzione tra il mondo imprenditoriale e la fondazione Open, tramite le società in Lussemburgo) ci sono davvero, come appare provato che Lotti sapesse dei finanziamenti alla fondazione Open. Ma non è chiaro se queste relazioni abbiano rilievo penale.

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