Manovra, il Senato vota la fiducia con 166 «sì». In 128 hanno votato «no», in dissenso anche Paragone

Gualtieri: «È un piccolo miracolo. La maggioranza è solida». Il ddl di bilancio passa ora alla Camera per la seconda lettura. Significativo il no di Paragone: «Dentro la manovra c’è la logica della gabbia di Bruxelles»

Il Senato ha dato il via libera alla fiducia sulla legge di bilancio con 166 «sì», 128 «no» e zero astenuti. Al Senato 166 «sì» rappresentano la maggioranza assoluta. Al momento della proclamazione del voto, la maggioranza in Aula ha applaudito. Il ddl di bilancio passa ora alla Camera per la seconda lettura.

«Il voto del Senato ci consegna una maggioranza solida e coesa e una manovra che esce non solo confermata ma anche rafforzata nel suo impianto». Esprime soddisfazione il ministro dell’Economia Roberto
Gualtieri
che sostiene di aver ereditato una situazione difficile considerando anche il fatto che questo governo si è insediato da pochi mesi. «Ecco perché questa legge di bilancio – ha concluso – può essere considerata un piccolo miracolo».

Il consiglio dei ministri dopo il voto

Poco prima delle 22 è cominciato il Consiglio dei Ministri sulla nota di variazione al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e per il triennio 2020-2022. Presente alla riunione il premier Giuseppe Conte. Riunione che si è conclusa nel giro di pochi minuti con il via libera alla nota di variazione di bilancio.

La nota di variazione approvata recepisce le modifiche al disegno di legge di bilancio approvate dal Senato della Repubblica e contiene i prospetti contabili analoghi a quelli ddl di bilancio, distinti per unità di voto e allegati tecnici per capitoli. Questi prospetti, si legge in una nota del consiglio dei ministri, riportano gli effetti finanziari dell’intero bilancio dello Stato e le variazioni connesse agli emendamenti approvati.

I contrari

Tra chi ha votato contro la fiducia al Governo Conte II sulla manovra, significativo il «no» del senatore M5s Gianluigi Paragone che ha detto che aveva detto: «Con rammarico mi trovo a votare in dissenso, non sono stato eletto per tenere gli italiani ingabbiati in un bilancio imposto dall’Europa». Un voto dunque di dissenso rispetto a quello del suo gruppo. «Dentro questa manovra – ha proseguito – trovo ancora una volta la logica della gabbia di Bruxelles. Quindi, purtroppo, devo votare no».

Decisamente critica la presidente dei senatori di Forza Italia che definisce il ddl «la manovra dei record negativi». «Arrivata in Parlamento a metà dicembre – dice Anna Maria Bernini – aumenta tasse, deficit e debito, colpisce case, imprese e consumi e, in definitiva, mette in ginocchio il Paese. Nata con la scusa di evitare l’aumento dell’Iva, il governo in realtà ha firmato una maxicambiale sulle spalle degli italiani».

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