Ultime notizie Formula 1HackerLeonardo Del VecchioMidtermUcraina
ATTUALITÀUniversità

Contrae l’Hiv durante la tesi in laboratorio, denuncia due Atenei

17 Dicembre 2019 - 17:45 Redazione
epa08037311 Princy Mangaika, Executive Director of Positive Women's Network (PWN), herself an HIV infected patient and another female make AIDS awareness ribbons at her residence in Colombo, Sri Lanka 01 December 2019. Mangalika, a mother of two acknowledges that she contracted the Human Immunodeficiency Virus (HIV) in 1999 from her spouse who had worked overseas and identified as positive in 2000, and says that those in her village had set their home on fire when they became aware of their illness. Without giving up hope, she has continued to assist in awareness-raising and also runs a care center for several AIDS patients. Currently, her organization WomenÃs Network (PWN) has 586 members including 44 children. Several events were held in Colombo to coincide with World AIDS Day on 1st December. The estimated number of people infected with HIV in Sri Lanka is around 3500 to - 4200 by 2018, but only around two-thirds of them know that they have HIV, according to the National STD/AIDS Control Programme (NSACP) of the Ministry of Health, Sri Lanka. The island nation aims to completely eradicate Human Immunodeficiency Virus (HIV) and the Acquired Immunodeficiency Syndrome (AIDS) by the year 2030.  EPA/Chamila Karunarathne
La ragazza ha scoperto di aver contratto il virtus pochi mesi dopo aver svolto l'attività in laboratorio in una Università straniera
Google Preferred Site

Una ragazza laureatasi in una Università del Veneto ha fatto causa a due atenei dopo aver contratto il virtus dell’Hiv durante la preparazione della tesi di laurea. La ragazza si sarebbe ammalata durante le attività di laboratorio svolte in un’università straniera, dove manipolava “pezzi” del virus per svolgere il suo lavoro a sostegno della tesi di laurea.

Come riporta il sito del Corriere, la ragazza ha chiesto un risarcimento milionario sia dall’ateneo di partenza che da quello ospitante, a 7 anni di distanza dall’episodio. Un fatto, racconta, che le ha distrutto la vita.

Da allora, la ragazza si è costruita una “vita parallela”, cercando di nascondere la sua condizione alle persone con cui entra in contatto. L’esito della perizia di parte sulla sequenza genica ha rivelato che il virus che ha colpito la ragazza non circola tra la popolazione, ma corrisponde a quelli costruiti in laboratorio.

Da qui la denuncia, presentata al Tribunale di Padova, basata sul sospetto che il contagio sarebbe avvenuto proprio durante l’attività di ricerca. Secondo l’avvocato milanese Antonio Serpetti, l’Hiv contratto dalla ragazza «è curabile, ma con più difficoltò, perché i farmaci disponili sono stati sviluppati sui virtus circolanti».

Leggi anche: