Impeachment Trump, oggi il voto finale dell’aula. Pelosi: «Il presidente è minaccia costante per la sicurezza del Paese»

Oggi la Camera dei Rappresentanti deciderà se continuare quella che il Presidente definisce «una caccia alle streghe»

Continua la procedura di messa in stato d’accusa di Donald Trump per abuso di potere e di ostruzione del Congresso per l’Ucrainagate: oggi pomeriggio la Camera dei Rappresentanti voterà sulla questione. Dopo lo storico voto della commissione giustizia il 13 dicembre, che aveva approvato i due articoli di messa in stato di accusa del presidente americano, oggi tocca all’aula.


La votazione è attesa nel tardo pomeriggio (in tarda serata in Italia).

I democratici della Camera hanno già in tasca i 218 voti di cui hanno bisogno per far approvare l’impeachment, ma il dibattito, cominciato verso le 18:00 orario italiano, durerà circa sei ore prima del voto.

Aprendo il dibattito sull’impeachment, la Speaker dell Camera, Nancy Pelosi, ha dichiarato: «È un dato di fatto che il presidente sia una minaccia costante per la sicurezza del nostro Paese e per l’integrità delle nostre elezioni, la base della nostra democrazia».

La difesa di Trump

I democratici che controllano la Camera accusano il presidente di aver tradito la fiducia del pubblico bloccando 391 milioni di dollari in aiuti militari per fare pressione sul presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy affinché annunciasse un’indagine sull’ex vicepresidente Joe Biden, uno dei principali rivali politici di Trump.

Trump ha sempre negato di aver usato gli aiuti militari promessi all’Ucraina come leva per far indagare Joe Biden, difendendo il suo diritto di chiedere all’Ucraina di indagare un caso di corruzione. Il presidente cita a suo favore il fatto che Zelensky ha sempre sostenuto di non aver ricevuto pressioni da parte del presidente Trump.

Martedì 17 dicembre Trump ha mandato alla speaker Nancy Pelosi una lettera di sei pagine accusandola di «aver dichiarato guerra alla democrazia americana», con un «golpe illegale e fazioso» che ha definito una «perversione della giustizia e un abuso di potere». Il Presidente ha poi reiterato l’accusa di «caccia alle streghe»: «Coloro che sono stati accusati nel processi alle Streghe di Salem hanno avuto diritto a un più giusto processo».

«Riuscite a crederci che oggi sarò messo sotto accusa dalla Sinistra radicale, dai Democratici Fannulloni, E NON HO FATTO NIENTE DI SBAGLIATO! Una cosa terribile. Leggete le trascrizioni. Questo non dovrebbe mai succedere a nessun altro Presidente. Dite una PREGHIERA!», ha twittato oggi Trump.

Il voto del 13 dicembre

Il 13 dicembre la commissione aveva votato prima l’articolo che contempla l’accusa di abuso di potere da parte di Trump, poi quello sull’accusa di ostruzione al Congresso. I due articoli sono passati con il voto della maggioranza dei democratici e il no di tutti e 17 i repubblicani.

Nel caso di approvazione da parte della Camera degli articoli dell’impeachment – serve una maggioranza semplice – si passerà al Senato dove avrà inizio il processo al presidente Trump.

Trump è ufficialmente il quarto presidente nella storia degli Stati Uniti a dover affrontare l’impeachment. Prima di lui era toccato a Andrew Johnson, nel 1869; Bill Clinton, nel ’98, mentre Richard Nixon, nel ’74, si dimise quando era ormai chiaro che l’impeachment era in arrivo.

In copertina Nancy Pelosi. EPA/Shawn Thew

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