Ex Ilva, i punti dell’accordo tra ArcelorMittal e commissari – Il documento

L’impegno è mantenere gli attuali livelli di occupazione e di portare la produzione di acciaio a 8 milioni di tonnellate entro il 2023

Quattro pagine in inglese. Dieci punti. Il primo punto del pre-accordo raggiunto tra commissari di governo e ArcelorMittal è quello più importante: riguarda il green deal e i livelli di occupazione. Per quanto riguarda questi ultimi non si parla apertamente di esuberi, verranno definiti nell’accordo definitivo il cui termine ultimo è il 31 gennaio, l’impegno è quello di «mantenere i livelli attuali di occupazione».


Inoltre il piano è di portare la produzione di acciaio a 8 milioni di tonnellate entro il 2023. Per quanto riguarda il green deal «le parti riconoscono che l’attuazione del nuovo piano industriale renderà necessari alcuni impianti di produzione di tecnologia verde e potrebbe richiedere che il Piano Ambientale sia di conseguenza modificato, nel qual caso le parti coopereranno in buona fede al fine di raggiungere tale modifiche il più presto possibile»

Il quarto punto riguarda invece la partnership e l’impegno da parte dello Stato di investire capitale in ArcelorMittal attraverso la Am InvestCo. Il piano prevede però che nella gestione dell’ex Ilva, ArcelorMittal rimanga il maggiore azionista. L’azienda inoltre si impegna a pagare creditori e affitto. Si specifica però al punto nove che l’accordo non è definitivo, ma un punto di partenza per un accordo formale e al punto dieci ambo le parti si rimettono alla giurisdizione del Tribunale di Milano in caso di mancata intesa finale. Ecco il documento con i punti dell’intesa:

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