PopBari, indagato l’ex ad Papa per bancarotta fraudolenta

Papa, insieme a altri ex manager, avrebbero contribuito, in concorso con gli ex amministratori delle società Fusillo, ad aggravarne lo stato di dissesto, erogando prestiti quando le imprese erano già in crisi

C’è anche l’ex amministratore delegato della Banca Popolare di Bari, Giorgio Papa, tra gli indagati per concorso nella bancarotta fraudolenta delle società del gruppo Fusillo di Noci (Bari). La Procura ipotizza lo stesso reato nei confronti di Gianluca Jacobini, ex condirettore generale dell’istituto, e di Nicola Loperfido, ex responsabile della direzione crediti. I tre avrebbero contribuito, in concorso con gli ex amministratori delle società Fusillo, ad aggravarne lo stato di dissesto, erogando prestiti quando le imprese erano già in crisi.


Secondo le ipotesi del procuratore aggiunto Roberto Rossi e del pm Lanfranco Marazia, la banca avrebbe illecitamente continuato a concedere crediti a un gruppo che era sull’orlo di fallimento. Le verifiche sono iniziate molti mesi fa e a giugno sfociate in un decreto di perquisizione nei confronti delle società del gruppo Fimco-Maiora e della Banca popolare di Bari.

All’epoca gli avvisi di garanzia furono notificati solo agli imprenditori ma, nel prosieguo delle indagini della guardia di finanza, è emerso che l’istituto di credito potrebbe avere delle responsabilità nella bancarotta. Quattro società del gruppo in questione, nel frattempo, sono state dichiarate fallite e per una quinta è stata fissata un’udienza a gennaio, davanti al tribunale civile di Bari.

Le indagini «hanno consentito di far emergere il ruolo della Banca Popolare di Bari – spiegavano gli inquirenti già al momento delle perquisizioni – quale principale creditore delle imprese sottoposte a procedura concorsuale, risultate esposte con l’istituto di credito per una cifra di poco inferiore ai 140 milioni di euro, a seguito delle ingenti linee di credito elargite negli anni».

Ed è proprio sulle linee di credito concesse dal 2010 al 2019 dalla banca alle società Fusillo, l’ultima da 40 milioni di euro nel marzo 2019, che si sono concentrate le indagini degli ultimi mesi, fino all’attuale ipotesi di bancarotta anche a carico degli ex vertici della Popolare di Bari.

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