Lezzi-Bellanova al secondo round, contrattacco della ministra renziana: «Se solo leggessero quel che autorizzano…»

«I fondi erano stati inseriti nelle norme che erano state scritte dal governo precedente», spiega la ministra dell’Agricoltura

«Se solo questi signori leggessero le cose che hanno autorizzato. Bastava leggere prima di decidere». A dirlo è la ministra Teresa Bellanova (Italia Viva), intervenuta a a 24Mattino su Radio 24, in risposta alle accuse sollevate dall’ex ministra per il Sud del M5s Barbara Lezzi.


L’ex ministra pentastellata ha accusato l’attuale ministra delle Politiche Agricole di aver dirottato fondi verso il Gruppo di azione locale e verso il Distretto Agroalimentare di qualità Jonico Salentino di cui Cosimo Durante, segretario particolare di Bellanova, è amministratore. 

«Le cose sui Gal erano inserite nelle norme che erano state scritte dal governo precedente – prosegue Bellanova – Io, come ho dichiarato in tutte le occasioni, non sono arrivata lì per rivoltare come un calzino il ministero. Sono arrivata lì per prendere tanti punti che erano bloccati e quelli dove non c’era contrarietà di impostazione, di portarli avanti».

«La questione dei Gal e la questione dei dissesti erano inseriti nelle norme che erano state scritte dal Governo precedente del quale la signora Lezzi ne faceva parte. Ma purtroppo lei non aveva l’abitudine di leggere le carte», chiosa infine Bellanova.

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Al contempo, su Facebook, la ministra Bellanova con un lungo post risponde punto per punto a «chi oggi continua a fare polemica», consigliando di «studiare bene prima di parlare». E a chi come il leghista Borghi chiede a Bellanova di riferire in Aula, la ministra risponde: «Se c’è qualcuno che pensa che io abbia paura di andare in aula in Parlamento a spiegare tutto questo vuol dire che non mi conosce».

La ministra ha spiegato come esistesse già un piano Centinaio risalente al febbraio 2019. «In quel piano – scrive Bellanova – tra le varie attività ci sono già i fondi, messi allora dalla regione, per le azioni sviluppate attraverso i Gal o sono richiamati gli investimenti nazionali nei contratti di distretto, dove si cofinanziano le proposte fatte da agricoltori e aziende agroalimentari che investono nel territorio».

E dopo aver negato l’esistenza del cosiddetto “piano Gentiloni”, la ministra torna sull’attuale piano da 300 milioni. «Il piano presentato ora riprende buona parte di quel lavoro e suddivide sulle azioni del piano Centinaio le risorse arrivate con il decreto emergenze agricole convertito in legge a maggio 2019 – precisa la ministra – La misura attuata dai Gal è previsto venga gestita dalla Regione Puglia che decide procedure d’accesso, entità degli aiuti, soggetti beneficiari, criteri di erogazione del contributo».

E Bellanova infine assicura: «I 300 milioni di euro del Piano di rigenerazione servono per risarcire gli agricoltori danneggiati e dare nuova vita al territorio. E per questo verranno spesi, con la massima trasparenza per ogni centesimo che sarà utilizzato».

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