Il padre di Pietro e la richiesta di un incontro (rinviato) con le famiglie di Gaia e Camilla

«Emotivamente non era il momento adatto – hanno detto i legali delle famiglie delle due vittime -. Abbiamo risposto che una lettera sarebbe stata la benvenuta»

Subito dopo la tragedia di Corso Francia che ha coinvolto Gaia e Camilla, le due vittime di 16 anni, e Pietro Genovese, il conducente di 20 anni, il padre del ragazzo, il regista Paolo Genovese, ha provato a contattare le famiglie delle due ragazze per chiedere loro un incontro. Voleva mostrar loro la propria vicinanza e per questo ha chiesto consiglio all’avvocato Gianluca Tognozzi, il quale sta seguendo il caso di Pietro.

Non volendo irrompere nelle vite dei genitori delle ragazze, già messe a dura prova, Tognozzi si è consultato con i legali delle famiglie von Freymann e Romagnoli. Entrambe hanno confermato l’interessamento di Genovese: «Il regista – racconta Piraino, avvocato dei Romagnoli – avrebbe voluto un incontro ma emotivamente non era il momento adatto. Abbiamo risposto che una lettera sarebbe stata la benvenuta».

Secondo alcune persone vicine alle famiglie coinvolte nella tragedia, l’incontro potrebbe avvenire presto, visto che si parlava di un’ipotesi di incontro dopo i funerali si sono svolti 27 dicembre.

Intanto, l’interrogatorio di Pietro Genovese, adesso agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio stradale duplice, è stato fissato il 2 gennaio 2020. «Pietro Genovese vuole parlare ma è ancora sotto choc – ha dichiarato l’avvocato Tognozzi – decideremo quel giorno se sarà nelle condizioni di rispondere alle domande del gip».

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