Somalia, strage a Mogadiscio: sale a 92 il bilancio delle vittime, centinaia i feriti

L’attacco è stato rivendicato da al Shabaab, cellula somala di al Qaeda

Cresce ancora il numero delle persone che hanno perso la vita nell’attentato a Mogadiscio, capitale della Somalia. Secondo l’ultimo bilancio sono almeno 92 i morti e 128 i feriti causati da un kamikaze che si è fatto esplodere a bordo di una autovettura.

Lo riferiscono fonti ospedaliere, aggiungendo che molti feriti stanno morendo a causa della scarsa disponibilità di sangue per le trasfusioni. Tra le vittime ci sono almeno 17 studenti dell’Università privata di Benadir, che si trovavano a bordo di un minibus al momento dell’esplosione

Il ruolo dei jihadisti

L’organizzazione integralista al Shabaab, cellula somala di al Qaeda dal 2012, ha rivendicato la responsabilità dell’attacco. Dal 2006, il gruppo terroristico ha compiuto ripetuti attacchi nella capitale somala uccidendo operatori umanitari internazionali, giornalisti, leader civili e operatori di pace e colpendo il governo e obiettivi militari.

L’attentato

«Esplosione devastante» sono le parole usate dagli agenti subito dopo l’attacco. Il portavoce del governo somalo, Ismael Mukhtar Omar, ha ricostruito così l’accaduto: «Un attentatore suicida al volante di un’autobomba è entrato in azione vicino a un checkpoint lungo Afgoye Road, alla periferia della città». È uno dei punti nevralgici dai quali si passa per entrare e uscire dalla capitale somala.

I media turchi hanno confermato effettivamente la presenza di cittadini stranieri: sono due le vittime dell’attentato con passaporto di Ankara. Sui social si apprende che tra le persone coinvolte nella strage, molte erano studenti universitari. Girano le immagini di un pulmino universitario dilaniato dall’esplosione.

«L’area era affollata di ragazzi che andavano a scuola e di persone intente a fare acquisti», ha detto Mukhtar Omar, portavoce del governo somalo.

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