Tragedia di Corso Francia: le risposte mancate delle telecamere e la difficoltà di affidarsi (solo) alle testimonianze

Secondo i primi riscontri i video delle telecamere sembrano non fornire le risposte cercate dagli inquirenti. Diventano centrali le testimonianze, alcune però sono contrastanti

Dovevano essere fondamentali ai fini delle indagini, invece i video delle telecamere di sorveglianza sembrano non aver dato le risposte che cercavano gli inquirenti. È quanto emerge, secondo il quotidiano romano Il Messaggero, dai primi riscontri sulle immagini in mano agli agenti.

Le telecamere avrebbero potuto dire in che punto esattamente Gaia e Camilla hanno attraversato Corso Francia: erano sulle strisce oppure hanno scavalcato il guardrail?

Diventano così sempre più centrali, per ricostruire la dinamica dell’incidente, le testimonianze raccolte in questi giorni dagli inquirenti. Alcune però sono contrastanti, come ammette la stessa avvocata della famiglia di Gaia, Giulia Bongiorno sulle pagine del Corriere della Sera.

Secondo alcuni testimoni le ragazze non avrebbero infatti attraversato sulle strisce. «Ero fermo al semaforo e le ho viste volare e ricadere sull’asfalto», racconta un testimone 15enne che si trovava a pochi metri dal luogo dell’incidente la notte in cui le due 16enni hanno perso la vita. Mentre secondo altri testimoni, come riporta La Repubblica, le due ragazze sarebbero state sulle strisce al momento dell’incidente.

Ma i legali dei genitori delle due ragazze annunciano una battaglia di perizie. Le famiglie infatti hanno detto di aver contattato dei periti per «una ricostruzione scientifica del’incidente ai fini dell’accertamento pieno della verità».

Cresce l’attesa per l’interrogatorio del 20enne Pietro Genovese, calendarizzato per il prossimo 2 gennaio. Intanto il legale dei genitori di Gaia, l’ex ministra Giulia Bongiorno, ha denunciato attacchi alle famiglie delle vittime. «Si dice che erano incoscienti, prendendo per buone tutte voci da verificare e si dà per pacifico che le ragazze abbiano scavalcato il guardrail, che abbiano attraversato lontano dalle strisce, a semaforo rosso, che siano mezze pazze, ormai sembra che si siano suicidate».

Per questo l’avvocata ha chiesto «più rispetto per Gaia e Camilla», «sono persone, non personaggi di una fiction».

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