Usa-Iran, Teheran verso l’uscita dall’accordo sul nucleare. I parlamentari chiedono la rappresaglia: «Il martirio è il nostro onore»

Il portavoce del ministro degli Esteri ha chiarito che il graduale ritiro dall’accordo era stato discusso già prima della morte del generale Soleimani

Mentre il ministro iraniano della Difesa, Amir Hatami, ha invitato il mondo a prendere posizione sull’uccisione di Soleimani, nella sezione di oggi del Majles, il parlamento iraniano, i deputati hanno chiesto una rappresaglia per le azioni degli Stati Uniti, scandendo slogan come «Abbasso gli
Usa», «Abbasso Israele», «Il martirio è il nostro onore».

Lo speaker del parlamento, Ali Larijani, si è rivolto al presidente degli Stati Uniti, affermando: «Mr. Trump! Ascolta, questa è la voce della nazione iraniana».

L’accordo sul nucleare

L’Iran deciderà inoltre le misure da intraprendere nella sua quinta fase di disimpegno dall’accordo sul nucleare, avviato come risposta al ritiro unilaterale degli Usa e al ripristino delle sanzioni. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri, Abbas Mousavi, in un intervento televisivo.

«Riguardo la quinta fase, la decisione era già stata presa, ma considerando l’attuale situazione, saranno fatte alcune modifiche, in un importante incontro questa sera», ha riferito Mousavi. 

I passi indietro di Teheran erano iniziati a seguito della decisione degli Stati di ritirarsi in via unilaterale dall’accordo, nel loro tentativo di esercitare una massima pressione sull’Iran per portarlo di nuovo al tavolo dei negoziati.

Washington ha introdotto nuovi sanzioni che hanno paralizzato l’economia iraniana. I firmatari europei dichiarano di voler rimanere nell’accordo, ma la loro posizione rimane fragile così come il quasi totale silenzio dell’Ue su quanto avvenuto in Iraq.

In copertina Abbas Mousavi. EPA/STRINGER

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