Crisi Napoli, al San Paolo sfreccia la Viola con Chiesa e Vlahovic (0-2)

Si allunga la striscia no per Gattuso. Super partita di Castrovilli

Altro tonfo interno e terza sconfitta consecutiva in campionato per il Napoli di Gattuso che si arrende 0-2 alla vivacissima Fiorentina di Iachini. Un gol per tempo (Chiesa e Vlahovic) e la Viola passa con autorevolezza al San Paolo dove piovono fischi sugli azzurri. A inizio ripresa, ma già sullo 0-1, palo di Insigne. La Fiorentina, che protesta per un rigore negato nel primo tempo anche con l’ausilio della Var, fa il colpo e raggiunge in classifica il Napoli a quota 24 punti, 12esimo posto in classifica.

Proteste e Chiesa

Il primo tempo del Napoli ha come colonna sonora d’uscita gli assordanti fischi del San Paolo, costretto ad apprezzare la maggiore organizzazione della Viola. Che tocca meno palloni, ma quando lo fa ci mette sopra grosse dosi di veleno. Le geometrie e gli inserimenti di Castrovilli, la verve di Lirola a destra (bravo a tenere Insigne e a spingere), la presenza sotto porta di Cutrone: la Fiorentina è molto più concreta di un Napoli che cerca sempre l’imbucata, ma si rende pericoloso solo una volta con Milik: Dragowski è attento.

La Viola, però, ne ha di più. Prima protesta per un pugno alto di Allan nella sua area (il movimento viene considerato congruo da Var e arbitro Pasqua), poi passa al termine di una azione elaborata e  improvvisamente accelerata. Castrovilli cambia campo, Benassi pesca Chiesa (schierato in appoggio a Cutrone): controllo e tiro con la punta sul palo lontano. Il Napoli è gelato, l’attaccante segna il suo primo gol agli azzurri e il primo in trasferta dopo quasi un anno di digiuno on the road.

Potrebbe anche raddoppiare il figlio d’arte, se non fosse che Ospina schiaffeggia in extremis il suo colpo di testa sulla linea di porta: sono i millimetri a salvare il Napoli di Gattuso, che cambia più volte l’assetto difensivo, ma per la quinta volta su cinque sotto la gestione di Rino è costretto a inseguire gli avversari.

Ci si mette, poi, l’imprecisione sotto porta. I centimetri che separano Callejon (grande taglio) dal colpo di testa dell’1-1 strozzano l’urlo liberatorio in gola al San Paolo: la palla va clamorosamente a lato. Un tempo, da lì, lo spagnolo non avrebbe perdonato.

La fortuna non si schiera col Napoli anche quando a inizio ripresa Insigne tocca il palo con il suo destro, ma a sua volta serve il miglior Ospina per negare in 1vs1 il raddoppio di Chiesa. Gattuso cambia ancora: tira fuori Allan e Zielinski, dentro Demme e Lozano per un 4-4-2 iperoffensivo che, però, non spaventa la Viola. Anzi.

Gemma Vlahovic

La Fiorentina ha l’abilità di non scomporsi mai e, soprattutto, piedi buoni in ogni parte del campo. Castrovilli, in particolare, spradroneggia. Al 73′, da un cambio campo strabiliante di Chiesa, nasce il duello Vlahovic-Luperto, che si dimostra uno sbilanciato mismatch in favore del viola. Il difensore indietreggia, Vlahovic, subentrato a Cutrone, fa girare il suo sinistro alle spalle di Ospina. E’ il chiodo sulla partita. La puntina che ferisce ancora l’orgoglio di un Napoli in crisi perenne.

Foto di copertina Ansa