Crisi in Libia, Erdogan a 24 ore dal vertice di Berlino: «Se cade Tripoli, rischio terrorismo. L’Ue parli meno e lavori a passi concreti»

In un editoriale apparso su «Politico», il presidente turco ricorda all’Europa che la Turchia «è un vecchio amico e un alleato leale» su cui poter far affidamento

A poche ore dalla conferenza organizzata sotto l’egida dell’Onu, il presidente turco torna all’attacco della comunità internazionale sul suo ruolo in Libia. In un editoriale scritto dal sultano per il magazine online Politico, Erdogan punta il dito sull’occidente e sulla sua apatia nel risolvere il caos libico e mette in guardia l’Europa.

«Fallire nel suo supporto al governo di accordo nazionale, sarebbe un tradimento dei suoi valori fondamentali», scrive Erdogan che sottolinea anche il rischio per Bruxelles di un’ondata di nuove violenze: «Se il governo “legittimo” di Tripoli, guidato da Fayez al Sarraj, dovesse cadere c’è il rischio di creare terreno fertile per il terrorismo».

«La guerra civile libica serve da cartina di tornasole per l’Ue», continua il presidente turco. «I leader europei sosterranno l’ordine mondiale liberale di fronte a un altro attacco? O rinunceranno alle loro responsabilità, come hanno fatto in Siria?».

Erdogan rilancia cosi il suo ruolo di protettore degli interessi della comunità internazionale nel suo appoggio a Sarraj: «Tenendo presente che l’Europa è meno interessata a fornire sostegno militare alla Libia, la scelta ovvia è quella di lavorare con la Turchia, che ha già promesso assistenza militare».

Il leader dell’Akp non risparmia provocazioni a Bruxelles e al suo ruolo di mediazione traballante nel conflitto tra Tripoli e Tobruk: «L’Europa deve dimostrare di essere un attore rilevante sullo scenario internazionale», scrive Erdogan che annuncia come Ankara fornirà assistenza militare alle truppe libiche.

«L’Europa si trova a un crocevia – continua Erdogan – e in questa congiunzione storica, coloro che lavorano per la pace devono essere coraggiosi e fare tutto ciò che è in loro potere per mettere fine alla violenza. «L’Ue può contare sulla Turchia – conclude il presidente turco – un vecchio amico e un alleato leale per raggiungere quell’obiettivo».

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