Salvini al citofono: «Se il ragazzo non è uno spacciatore avrà le mie scuse»

«Per ora l’unica vittima della vicenda è la signora che ha segnalato lo spaccio alla quale hanno sfasciato la macchina», insiste il leader della Lega

«Con la droga io non sono garantista, la droga è morte. Se quel ragazzo non è uno spacciatore avrà tutte le mie scuse e lascio che polizia a carabinieri appurino la verità». Matteo Salvini fa pubblica ammenda durante la puntata di stamattina, 24 gennaio, di Agorà.

Parlando del ragazzo di origini tunisine al quale martedì sera il leader della Lega ha citofonato, alla sua casa nel quartiere Pilastro di Bologna, per chiedere se fosse uno spacciatore di droga, l’ex ministro dell’Interno ha fatto sapere che sarà sua premura scusarsi nel caso si fosse sbagliato.

Poi, viste le polemiche che ancora oggi aleggiano sull’episodio, ha giustificato il gesto dicendo: «Avevo informazioni sullo spacciatore del Pilastro, non solo dalla signora ma anche dal quartiere: dove ci sono mamme e ragazze che combattono la droga per me è un dovere stare con loro». «Per ora l’unica vittima della vicenda – insiste Salvini – è la signora che ha segnalato lo spaccio alla quale hanno sfasciato la macchina».

Sempre in collegamento durante il programma, il leader del Carroccio ha parlato anche dei decreti sicurezza: «Il presidente della Repubblica i decreti sicurezza li ha firmati, sono costituzionali. I sindaci sono contenti: chi li vuole abolire?». E sulle regionali che si avvicinano: «A me dei sondaggi delle Sardine interessa poco: penso che il voto di domenica – conclude – farà chiarezza su cosa vuole il popolo sul tema della sicurezza».

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