Coronavirus, parte il piano di rientro degli italiani dalla Cina

I pazienti ai quali dovesse essere diagnosticato il virus saranno ricoverati nel reparto di malattie infettive dell’ospedale della regione in cui si trovano

Si attende tra oggi e domani, 31 gennaio, il rientro in Italia dei nostri connazionali in Cina, da dove in questi giorni si è diffuso il coronavirus facendo più di 160 morti e 6mila contagi. Sono 59 gli italiani (di 8 regioni diverse) che hanno deciso di tornare in Italia.

Alcuni hanno scelto di rimanere per ragioni familiari o lavorative (sono solo 3-4 i casi di italiani residenti a Wuhan che hanno scelto, per il momento, di restare in Cina). Per il volo manca solo l’ok delle autorità cinesi, spiega la Farnesina. Intanto il ministro della Sanità Roberto Speranza terrà alle 9.30 nell’Aula della Camera un’informativa urgente sulla situazione del coronavirus.

La quarantena

Gli italiani che rientreranno dalla Cina saranno messi in isolamento per 14 giorni – il tempo massimo dell’incubazione della malattia – probabilmente in una struttura militare. Prima di prendere il volo verrà effettuato un controllo medico e sarà rimpatriato soltanto chi risulterà non avere già contratto il virus. In viaggio useranno tutti la mascherina.

Il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma Giuseppe Ippolito aveva dichiarato che la quarantena non sarebbe stata automatica e che la situazione sarebbe stata valutata caso per caso. «Neppure gli Usa lo fanno, le autorità decideranno qual è la forma migliore di sorveglianza, che non sarà necessariamente una quarantena. Credo che nessuno pensi di ospedalizzare persone che stanno bene», ha detto.

I pazienti a cui dovesse essere diagnosticato il virus, dovrebbero venire ricoverati nel reparto di malattie infettive dell’ospedale della regione dove si trovano. In sede di task-force, è stato confermato che in ogni regione esiste una struttura con un reparto di malattie infettive.

I rimpatri dei cittadini Ue

Intanto «sono circa 600 i cittadini europei che vorrebbero lasciare la Cina», come spiegato dal commissario Ue per la gestione delle crisi, Janez Lenarcic. Al momento, però, solo la Francia ha chiesto assistenza per il rimpatrio.

Tuttavia, 14 Paesi hanno comunicato di avere cittadini in Cina da rimpatriare, fra cui l’Italia. Il Meccanismo europeo di protezione civile «può coprire fino al 75% dei costi di trasporto» ha precisato Lenarcic.

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