Mattia Santori e le Sardine si riuniscono a Milano: «È la prima di molte tappe in giro per l’Italia» – Il video

Sulla divisione nel gruppo di Roma, Santori ha dichiarato a Open: «Non è una scissione, è appropriazione indebita di 140mila persone che pensano di seguire un Movimento, ma in realtà seguono solo Stephen Ogongo»

C’è anche Mattia Santori l’8 febbraio a Milano, per la prima riunione con le Sardine della Lombardia. È la fase tre del movimento, quella in cui, dopo gli sforzi in Emilia-Romagna e in Calabria per la tornata elettorale, le Sardine tornano ad affacciarsi su una dimensione nazionale. Il culmine di questa transizione si avrà il 14 e il 15 marzo a Scampia, Napoli, dove tutti i referenti locali – dopo le varie assemblee territoriali necessarie per darsi un’organizzazione e una struttura più unitaria – si incontreranno per stabilire le linee guida nazionali.

Ma il dialogo con la classe politica è già iniziato: Santori e le altre Sardine del gruppo centrale hanno in programma, per la prossima settimana, gli incontri con il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, e quello per gli Affari regionali, Francesco Boccia: «Sarà come se tutte le persone che hanno partecipato alle nostre piazze entrassero dalla porta del ministero o addirittura del presidente del Consiglio – ha detto Santori -. La cosa più importante è che noi dimostriamo come persone che fino a tre mesi fa facevano altro nella vita possano arrivare alla politica non rompendo le scatole ma semplicemente presentando un modello di partecipazione diversa. È un messaggio importantissimo per i giovani e per chi ci ha provato tante volte senza arrivare lì. Non c’è bisogno di sedersi in Parlamento per parlare con la politica: si può fare anche partendo da una piazza, da una sardina».

«La richiesta dal basso, confermata anche oggi – ha aggiunto il volto del movimento -, è che è meglio essere una lobby della buona politica che confondersi con i partiti. Ha funzionato molto nel momento del coinvolgimento delle persone, crediamo che possa funzionare anche al momento della presentazione delle istanze, è una sfida sicuramente più difficile – ha detto Santori -. È difficile ascoltare e sintetizzare le istanze e le speranze dei territori, facciamo quello che dovrebbero fare tutti i politici: avere 8mila antenne e, anziché metterci la personalizzazione, portare a fattore comunque quello che emerge dai terrori. Più si ascolta e meno si sbaglia».

Fabio Cavallo, referente di 6000 Sardine Lombardia, racconta di come si è svolto l’incontro dell’8 febbraio: «La riunione del regionale è servita a organizzarci, valutare le nuove iniziative da portare avanti nella nostra regione, rivelando le problematiche specifiche di alcuni territori lombardi. In più, abbiamo deciso di impegnarci per trovare soluzioni per l’inclusione di persone svantaggiate, spesso ai margini di una delle regioni più produttive di Italia. Ma stiamo studiando anche forme per contrastare il razzismo dilagante e una forma efficace per chiedere alla politica di sciogliere i partiti di estrema destra». E conclude: «Ci siamo dati una tabella di marcia per i prossimi sei mesi».

Leon Blanchaert della ong Mediterranea Saving Humans spiega la presenza dell’associazione all’assemblea lombarda: «Mediterranea si è messa in mare perché l’umanità si salva anche salvando le vite che tutti i giorni nel mare sono messe a rischio. Quando le Sardine hanno cominciato a riempire le piazze, ci siamo sentiti di nuovo abbracciati: in moltissimi flash mob le persone si sono presentate con le coperte termiche, si è tornati a parlare di salvataggi in mare. La mobilitazione delle Sardine ha dimostrato, ad esempio, che il principio che una vita umana valga più delle frontiere è condiviso da centinaia di migliaia di persone – afferma Blanchaert -. Il prossimo obiettivo? Organizzeremo una delegazione delle Sardine che verrà sulla Mare Jonio, nave che è stata appena dissequestrata: dopo lunghi mesi che è stata tenuta ferma senza poter contribuire al salvataggio di vite umane, adesso è pronta per tornare in mare».

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