Coronavirus, il bollettino dello Spallanzani: 17 i ricoverati, 36 negativi al test

L’ospedale romano chiarisce: «Tutti i test relativi ai casi sospetti per il nuovo coronavirus sono risultati negativi»

L’ospedale Pallanzani ha diramato il quotidiano bollettino medico sulle condizioni dei pazienti infettatti, o sospettati, del Coronavirus. «Tutti i test relativi ai casi sospetti per il nuovo coronavirus sono risultati negativi – chiariscono i medici – compreso il test per la donna italiana inviataci, a puro scopo precauzionale, dalla Città Militare della Cecchignola e la coppia proveniente da un Pronto soccorso cittadino».

Per quanto riguardo i due bambini accompagnati nella tarda serata di ieri dalla Cecchignola «a puro scopo precauzionale», l’ospedale specifica che «sono in corso di effettuazione i test i cui esiti verranno dati non appena disponibili. I bambini, che al ricovero presentavano un modesto rialzo termico, sono in buone condizioni generali. Sono assistiti, oltre che dalla nostra equipe, da personale specializzato dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che ringraziamo» prosegue l’ospedale.

L’ospedale fa il punto sui casi presi in esame: «Sono stati valutati, a oggi, presso la nostra accettazione 53 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi, 36 risultati negativi al test sono stati dimessi. 17 pazienti sono tuttora ricoverati. Tre – spiegano i medici – sono casi confermati (la coppia cinese attualmente in terapia intensiva e il giovane proveniente dal sito della Cecchignola).

E poi: «12 sono pazienti sottoposti a test per la ricerca del nuovo coronavirus in attesa di risultato, 2 sono pazienti che, risultati negativi al test per nuovo coronavirus, rimangono comunque ricoverati per altri motivi clinici».

Il 29enne «trasferito due giorni fa dalla struttura dedicata della Città Militare della Cecchignola e con infezione confermata da nuovo coronavirus è in buone condizioni generali e senza febbre. Il paziente continua la terapia antivirale».

Continua la quarantena per le 20 persone che sono state “contatti primari” dei due coniugi cinesi attualmente ricoverati in terapia intensiva.

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