Germania, il passo indietro dell’erede di Merkel: perché non si candiderà (soprattutto dopo i guai in Turingia)

La decisione di AKK è una chiara conseguenza della forte debolezza della sua leadership divenuta evidente nel caso Turingia, in cui la Cancelliera è dovuta intervenire in prima persona

Annegret Kramp-Karrenbauer, erede di Angela Merkel alla guida dei cristiano-democratici tedeschi, ha deciso di non candidarsi alla cancelleria per le elezioni del 2021 e di lasciare la presidenza della Cdu. A riferirlo sono fonti dello stesso partito. Karrenbauer ha annunciato al partito di voler «organizzare la candidatura alla cancelleria per l’estate, di voler preparare il partito per il futuro e di voler poi lasciare la presidenza». È quanto riporta l’agenzia di stampa tedesca Dpa che cita fonti interne al partito.


La decisione di AKK è una chiara conseguenza della forte debolezza della sua leadership divenuta evidente nel caso Turingia. L’annuncio del passo indietro sarebbe stato dato in mattinata durante una riunione dei dirigenti del partito. Annegret Kramp-Karrenbauer, 57 anni, ha vinto il congresso organizzato per la successione a Merkel come leader del CDU nel dicembre 2018 ed era considerata come il candidato con più probabilità di continuare il corso centrista portato avanti dalla Cancelliera.

Ma “AKK”, come è diventata nota nei media tedeschi, ha faticato a crearsi un profilo all’ombra di Merkel, anche dopo essere diventata ministro della Difesa lo scorso luglio, quando la titolare del dicastero Ursula von der Leyen è stata designata presidente della Commissione europea. I dubbi sul reale controllo del partito da parte di Kramp-Karrenbauer sono aumentati la scorsa settimana, dopo che i cristiano-democratici della Turingia hanno caldeggiato, assieme al partito di estrema destra AfD, l’elezione a governatore dello Stato dell’Est del liberale, poi dimessosi, Thomas Kemmerich.

L’insolita decisione di Merkel di intervenire nella vicenda, dichiarando «inacettabile» per i partiti democratici conquistare maggioranze con l’aiuto di Alternative für Deutschland, ha accentuato ulteriormente l’immagine di una Kramp-Karrenbauer senza la necessaria autorità e autonomia. Lunedì mattina la rivista Der Spiegel ha riferito che AKK aveva citato le posizioni poco chiare di alcuni esponenti del suo partito nei confronti dell’AfD e Die Linke come motivo delle sue dimissioni. Secondo Dpa Angela Merkel vuole che Kramp-Karrenbauer resti ministra della Difesa e le avrebbe confermata la sua fiducia.

Leggi anche: