Unicredit, in Italia previsti 6000 esuberi e la chiusura di 450 filiali: la ministra Catalfo convoca i vertici della società

I sindacati hanno definito «inaccettabile e irricevibile il comportamento e le dichiarazioni» dell’amministratore delegato Jean Pierre Mustier

Unicredit prevede tra il 2019 e il 2023 in Italia 6mila esuberi e la chiusura di 450 filiali. È quanto si legge nella lettera inviata ai sindacati: in particolare, si tratta di 500 «eccedenze di capacità produttiva» del piano (appena chiuso) Transform 2019, e di altre 5.500 che riguardano «nuove eccedenze» legate al piano Team23.


Il piano era già stato reso noto in una comunicazione di dicembre. Dopo aver appreso la notizia, la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, ha convocato i vertici della società per venerdì 21 febbraio.

La reazione dei sindacati

Da quanto si legge nella lettera, è intenzione di Unicredit cercare «soluzioni condivise» con i sindacati. In questo ambito si guarda a quelli che maturano «il requisito pensionistico entro il 31 dicembre 2023 (con diritto alla pensione fino all’1 gennaio 2024 compreso)».

Il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani ha dichiarato che «a Unicredit deve essere chiaro che non siamo disposti a discutere di esuberi se contemporaneamente non si parlerà anche di assunzioni. La nostra richiesta è che ogni due uscite sia prevista almeno un’assunzione».

ANSA, Mourad Balti Touati | Il ceo di Unicredit Jean Pierre Mustier alla presentazione dei risultati  per il 2019 nella sede di piazza Gae Aulenti a Milano, 6 febbraio 2020

«Un taglio di queste dimensioni – ha aggiunto Colombani – penalizza gravemente la presenza della banca sul territorio e minaccia di disperdere il patrimonio di relazioni con la clientela. Al contrario, c’è bisogno di rafforzare le competenze dei lavoratori perché siano in grado di svolgere al meglio i servizi di consulenza. Servono investimenti, non nuovi tagli, a cominciare dalle tecnologie digitali, il cui impiego, come dimostrato dal nostro studio, non determina riduzione dell’occupazione, a meno che questo non sia il fine perseguito dalle aziende».

Il segretario generale della Fisac-Cgil, Giuliano Calcagni, ha definito «inaccettabili e irricevibili il comportamento e le dichiarazioni dell’amministratore delegato di UniCredit, Jean Pierre Mustier, rispetto al piano industriale. Non accetteremo di trattare un piano a giochi fatti – ha aggiunto – con numeri già cristallizzati nella lettera di avvio di procedura sul confronto che ci è arrivata oggi».

«Oltre a ritenere il numero di esubero dichiarato spropositato – ha continuato – chiederemo verifica sui livelli occupazionali e sullo stato delle agenzie in chiusura, ci aspettiamo risposte che contemperino oltre a un numero adeguato di assunzioni soluzioni condivise su tutti gli argomenti del piano industriale».

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