Lite fra Sardine, l’attivista lucano porta l’aglio per Santori e Corallo: «Chi vi ha scelto per incontrare il ministro?» – Video

Il contestatore lucano ha provocatoriamente consegnato ai leader del movimento un mazzo di teste d’aglio per «ricordare il petrolio, le dighe, lo spopolamento della Basilicata».

Nuova spaccatura nelle Sardine dopo il caso della fotografia dei leader nazionali del movimento che si sono fatti ritrarre a Fabrica con l’imprenditore Luciano Benetton (famiglia che ha in concessione Atlantia e Autostrade) e il fotografo Oliviero Toscani (autore di molte campagne Benetton). Questa volta però si tratta di questioni territoriale e l’accusa è quella di non aver dato la giusta importanza ai problemi della Basilicata.


Da ciò è nato un battibecco fra la delegazione del movimento che ha incontrato il ministro per gli affari regionali e le autonomie del governo giallorosso Boccia e una sardina lucano. I delegati premettono: «Qui c’è una forte rappresentanza del sud». Ma replica l’attivista: «Non c’è la Basilicata però». I “vertici” del movimento replicano che aspettavano una persona che però non è arrivata.

Ma la sardina lucana non ci sta: «Noi sardine lucane abbiamo votato per non fare venire la nostra portavoce, per non umiliarci. Ce l’avete detto ieri all’una, l’appuntamento era alle tre» accusa. «Chi ha deciso che dovevate venire voi – continua il contestatore – qual è il metodo democratico di questo movimento». A rispondere è Mattia Santori: «Chi ha deciso che voi siete le sardine lucane? Noi abbiamo portato per la prima volta il sud dentro l’agenda politica, se non ti sta bene vuol dire che non ti interessa».

Poi la provocazione simbolica. Con l’intenzione di non far dimenticare ai delegati la sua terra, il contestatore ha consegnato ai leader una mazzo di teste d’aglio, per «ricordare il petrolio, le dighe, lo spopolamento della Basilicata».

Sartori ha poi ricordato il post sulla pagina ufficiale in cui viene citata anche la Basilicata in cui si legge: «Quale visione di Paese? E’ il tema dell’uguaglianza, dell’equità, delle opportunità da spendere ad ogni latitudine, a guidarci ancora una volta verso il confronto. Perché se la parola “autonomia” può significare libertà e metro di giudizio sull’operato delle pubbliche amministrazioni, una spesa senza una reale osservazione delle condizioni del Paese, significa divario, ingiustizia, falsa narrazione di un Sud che ha tutte le potenzialità per ripartire».

«Ne abbiamo parlato – spiegano le Sardine – con il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia. Senza tacere un deficit che Sardegna, Sicilia, Basilicata, Abruzzo, Calabria, Campania, Puglia e Molise conoscono sotto forma di sanità, istruzione, continuità territoriale e investimenti sempre troppo timidi e inadeguati. E una mancanza di fiducia reciproca tra istituzioni e cittadinanza generata da decenni slogan per il dopodomani e poche soluzioni verso il 2030. Dal confronto inizia il dialogo, dal movimento inizia il dialogo, da noi stessi riparte la visione unitaria di Nazione».

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