Coronavirus, tutte le notizie della notte: 76 casi in Italia, divieto di ingresso e uscita dal focolaio. 2442 i morti in Cina, quasi 77 mila i contagi

Arresto fino a tre mesi per chi viola il provvedimento sulle aree in isolamento in Lombardia e Veneto. Chiusi gli atenei, stop a tre partite in serie A

Le vittime da Coronavirus in Cina salgono a 2442, con le 97 registrate ieri 22 febbraio quasi tutte nella provincia dell’Hubei, in calo rispetto alle 109 del giorno precedente. Come riporta la Commissione nazionale sanitaria di Pechino, i nuovi contagi sono stati 648, portando il bilancio dei casi cinesi a 76936. Cresce anche il numero delle persone guarite, arrivato a 21.273. Secondo l’ultimo bilancio mondiale della John Hopkins Univesity, i morti nel mondo sono saliti a 2461, confermati 78766 contagi. Sono 23133 le persone guarite.


Le misure in Italia

I contagiati in Italia sono finora 76, secondo l’ultimo aggiornamento fornito dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli. Le persone colpite sono situazione in cinque Regioni: 54 sono in Lombardia, 17 in Veneto, due in Emilia Romagna, due nel Lazio e una in Piemonte. Due i morti finora in Italia, il 78enne di Vo’ Euganeo, nel Padovano, e una donna di 77 anni di Casalpusterlengo, nel Basso Lodigiano. Guarito e dimesso dall’ospedale Spallanzani di Roma il ricercatore di 28 anni della provincia di Reggio Emilia.

Due casi a Milano

Due i casi che toccano da vicino Milano, dove il sindaco Beppe Sala ha invitato in via precauzionale a ridurre le occasioni di socialità. Il pensionato di 71 anni di Mediglia, nel Milanese, risultato positivo al coronavirus è ricoverato all’ospedale San Matteo di Pavia. Le sue condizioni sono stabili. Le autorità sanitarie stanno ora ricostruendo gli ultimi movimenti dell’uomo, come ha confermato il sindaco Paolo Bianchi, rintracciando quindi chi ha avuto contatti diretti con il paziente. Stessa procedura per il primo caso riscontrato a Milano, un residente di Sesto San Giovanni ricoverato da 10 giorni al San Raffaele. Per lui si è in attesa delle controanalisi sui tamponi.

Il focolaio italiano

Sono in isolamento circa 50 mila persone nell’area circoscritta al Basso Lodigiano. In base a quanto stabilito dall’ultimo Consiglio dei ministri, dai 10 comuni lombardi nell’area del focolaio «non sarà consentito l’ingresso e l’allontanamento – ha detto il premier Giuseppe Conte – salvo specifiche deroghe da valutare di volta in volta. In quelle aree è già stata disposta la sospensione delle attività lavorative e delle manifestazioni». Sospese anche le attività nelle università, con le disposizioni arrivate prima dal governatore veneto Luca Zaia, seguito da quelle del presidente delle Regione Lombardia, Attilio Fontana.

I comuni in quarantena sono Vò Euganeo in Veneto, in Lombardia invece Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano. Chi si trova nell’area di isolamento non potrà entrare e uscire, ma solo circolare all’interno. Le violazioni saranno «passibili di sanzione penale secondo l’art. 650 del Codice penale – ha ricordato Conte – Sono misure di cautela e protezione della stessa comunità locale». La violazione del provvedimento, quindi, potrà essere punito con l’arresto fino a tre mesi e una multa di 206 euro.

Stop in serie A

Sulla base del provvedimento dell’ultimo Cdm, si ferma anche parte della serie A. Rinviate Inter-Sampdoria, Verona-Cagliari e Atalanta-Sassuolo. Lo stop riguarda anche tutte le attività sportive relative alle aree interessate dal contagio, per evitare spostamenti di migliaia di atleti e tifosi.

Nuovo caso dalla Diamond Princess

Uno dei passeggeri fatti sbarcare dalla Diamond Princess è risultato positivo al coronavirus nella giornata di sabato. Si tratta di una donna di circa 60 anni, nella prefettura di Tochigi, a nord di Tokyo, che ha sviluppato sintomi influenzali dopo essere risultata negativa ai controlli sulla nave lo scorso 14 febbraio. Il ministero della Salute giapponese ha ribadito che le condizioni di salute dei 969 passeggeri risultati ‘sani’ – che hanno lasciato la nave tra mercoledì e venerdì – continueranno ad essere monitorate, e che le autorità sanitarie guardano con molta attenzione agli ultimi sviluppi.

Intanto nella giornata di sabato, 26 nuovi casi sono stati registrati in Giappone, tra i quali un’intera famiglia di quattro persone, portando il totale nel Paese a 769, compresi i 634 casi a bordo della Diamond Princess. Separatamente, in una conferenza stampa, il ministro della Salute Katsunobu Kato si è scusato per un errore di procedura sulla Diamond che ha causato l’omissione dei test medici per 23 persone fatte sbarcare la scorsa settimana. Kato ha spiegato che i passeggeri segnalati erano stati controllati prima dell’inizio del periodo di quarantena, il 5 febbraio, ma sono stati lasciati andare senza aver fatto un secondo test. Le autorità hanno contattato le persone interessate e hanno assicurato che saranno sottoposte ad altri esami.

Il ministero della Salute ha anche detto che collaborerà con le rilevanti autorità mediche delle diverse nazioni coinvolte, dopo che alcuni cittadini stranieri che erano a bordo della nave – successivamente rimpatriati nei paesi di origine, sono risultati positivi al coronavirus: fino ad ora 18 americani – tra cui un cittadino italiano che vive negli Stati Uniti, sei australiani e un israeliano. Dei 19 connazionali rientrati in Italia lo scorso venerdì, nessuno di loro è portatore del virus.

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