Coronavirus, la denuncia a Open: «Niente tampone perché non ho sintomi. Ma sono stata all’ospedale di Codogno»

La giovane, residente a Codogno, dopo essere stata nell’ospedale focolaio dell’epidemia, spiega di non essere d’accordo con l’ultima direttiva che prevede tamponi solo su soggetti sintomatici

«Non vogliono farci il tampone, non riceviamo risposte e non siamo nemmeno in lista d’attesa perché asintomatici. Per essere “considerati” dalle autorità sanitarie dobbiamo per forza stare male?», questa la denuncia di una studentessa, residente a Codogno, focolaio del Coronavirus in Italia, che a Open spiega di non essere d’accordo con le ultime direttive che prevedono tamponi solo a chi presenta sintomi. I suoi timori nascono perché il giorno prima che l’ospedale di Codogno venisse “blindato” per l’emergenza sanitaria del coronavirus, lei e il padre erano andati a trovare la zia ricoverata proprio nel nosocomio in cui si trovava il 38enne, il paziente uno.

La denuncia

«Giovedì c’era già un clima strano. Entrando nella camera di mia zia, ci siamo ovviamente abbracciate e dopo alcuni giorni abbiamo scoperto che sua figlia fosse positiva al test. Lei adesso è ricoverata in ospedale, è stabile ma fino a poco tempo fa ha avuto la febbre a 39. Non si sa da chi abbia contratto il virus dal momento che a mia zia non hanno ancora dato i risultati del tampone» ci spiega.

«Io temo per la salute di me e soprattutto di mio padre, che è anziano, perché noi siamo stati in quell’ospedale, nei giorni in cui si circolava liberamente, senza particolari precauzioni e nel reparto in cui c’era il paziente uno. Ci siamo auto-denunciati, abbiamo chiamato il 112 che, però, continuando a ripeterci “avete sintomi?” ci ha rimbalzati alla Protezione civile. Poi abbiamo chiamato ATS Milano ma niente. Non siamo in lista perché non presentiamo sintomi. Io, ad esempio, ho un po’ di tosse e una temperatura corporea che oscilla tra i 36 e i 37 gradi. Niente di grave, ma per essere “considerati” dobbiamo per forza stare male?».

«Al supermercato con guanti e mascherina»

Intanto per la giovane studentessa continua la quarantena a casa, a Codogno: «Usciamo solo per fare la spesa, abbiamo ridotto a zero i rapporti sociali, è tutto chiuso, solo qualche supermercato in cui comprare il cibo. Ma attenzione, si entra a piccoli gruppi e solo con guanti e mascherina. Insomma siamo bloccati in città».

«No tamponi ad asintomatici»

Come spiegato stamattina, durante il punto stampa con il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, da ora in poi verranno fatti tamponi solo su soggetti sintomatici. A confermarlo è il direttore del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli: «Il rischio è elevato nei soggetti sintomatici mentre è marcatamente più basso nei soggetti asintomatici» ha dichiarato. Ma la preoccupazione, tra i cittadini di Codogno, rimane.

Foto di repertorio da Ansa

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