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Coronavirus, preside del Volta di Milano agli studenti: «Fate una vita normale»

26 Febbraio 2020 - 17:39 Redazione
20090522 - ROMA - EDU - NUOVA INFLUENZA: CHIUSURA DUE SCUOLE ROMA  - Un dipendente del  Liceo classico Dante Alighieri   davanti all'ingresso dell'istituto, stamani venerdì 22 maggio 2009, a Roma.    Il vice ministro alla salute Ferruccio Fazio ha deciso in via precauzionale la chiusura immediata e per sette giorni di due scuole romane (Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II e liceo classico Dante Alighieri)  dopo i quattro casi confermati ieri di nuova influenza a/h1n1 che hanno riguardato liceali degli istituti. I quattro ragazzi erano rientrati da New York (insieme alle loro classi) dopo un soggiorno di studio lo scorso 19 maggio. Successivamente hanno avvertito sintomi sospetti e sono stati visitati in ospedali della capitale. E' la prima volta che si decide la chiusura di istituti scolastici in applicazione delle misure preventive di sicurezza decise dal ministero del Welfare in relazione all'emergenza della nuova influenza. ANSA / FABIO CAMPANA / KLD
Domenico Squillace, nella missiva ai ragazzi, scrive: «Uno dei rischi più grandi in vicende del genere, ce lo insegnano Manzoni e forse ancor più Boccaccio, è l'avvelenamento della vita sociale, dei rapporti umani, l'imbarbarimento del vivere civile»
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Il preside del liceo scientifico milanese Volta, Domenico Squillace, ha scritto una lettera aperta agli studenti, costretti a saltare le lezioni dall’emergenza Coronavirus. L’attacco dall’incipit del capitolo 31 de I promessi sposi sulla peste del 1630: «La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia».

«Dentro quelle pagine c’è già tutto – scrive il preside -, la certezza della pericolosità degli stranieri, lo scontro violento tra le autorità, la ricerca spasmodica del cosiddetto paziente zero, il disprezzo per gli esperti, la caccia agli untori, le voci incontrollate, i rimedi più assurdi, la razzia dei beni di prima necessità, l’emergenza sanitaria».

«Rispetto e mi fido delle autorità e ne osservo scrupolosamente le indicazioni – afferma Squillace -, quello che voglio però dirvi è di mantenere il sangue freddo, di non lasciarvi trascinare dal delirio collettivo, di continuare – con le dovute precauzioni – a fare una vita normale», senza assalti a supermercati e farmacie.

«Approfittate di queste giornate per fare delle passeggiate, per leggere un buon libro, non c’è alcun motivo – se state bene – di restare chiusi in casa», scrive Squillace agli studenti. «Uno dei rischi più grandi in vicende del genere, ce lo insegnano Manzoni e forse ancor più Boccaccio, è l’avvelenamento della vita sociale, dei rapporti umani, l’imbarbarimento del vivere civile».

«Ci sono dirigenti e docenti che, anche in questi momenti difficili, non smettono nemmeno un secondo di amare i loro alunni e continuano a fare il loro lavoro di educatori anche a distanza», ha commentato la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani rilanciando la lettera su Facebook.

https://www.facebook.com/AnnaAscaniPD/photos/a.432004746869642/3488789114524508/?type=3&theater

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